Sicurezza
Bancarelle, fumata grigia l’accordo è incompleto
Manca l’offerta ufficiale degli ambulanti per l’ex pronto soccorso del S. Chiara Ok della Sovrintendenza su piazza Manin, ma il progetto è da rivedere
PISA. Sì al trasferimento in piazza Manin, ma con dislocazione dei banchi da rivedere. La conferenza dei servizi di ieri fa compiere un passo in avanti (parziale) alla soluzione del caso bancarelle. E ribadisce una condizione per concretizzare l’accordo: gli ambulanti devono formalizzare la loro volontà di acquistare l’area dell’ex pronto soccorso del Santa Chiara (Umi 1), come sede definitiva delle loro attività. Un tassello decisivo del mosaico faticosamente messo in piedi in questi mesi. «Sulla soluzione di piazza Manin come sede temporanea per le bancarelle del Duomo c’è stato un consenso di massima della conferenza dei servizi ed in particolare della Soprintendenza. Occorre però rivedere alcuni aspetti legati alla collocazione dei banchi». Queste le parole del sindaco Marco Filippeschi al termine della riunione a Palazzo Reale (sede della Soprintendenza) convocata per individuare un’area alternativa a via Pietrasantina per i 40 banchi trasferiti da Piazza dei Miracoli con l’avvio dei lavori di restauro del Museo delle Sinopie.
Sul tavolo le tre proposte presentate dagli ambulanti attraverso Confcommercio e Confesercenti. Scartato lo sdoppiamento del mercato tra piazza Manin e piazza Arcivescovado e anche l’ipotesi all’interno del Santa Chiara accedendo dall’ex sede della Cassa di Risparmio: nel primo caso sussiste un vincolo per piazza Arcivescovado, mentre nel secondo si tratta di un’area privata. E’ rimasta quindi un’unica alternativa: piazza Manin. «La riunione è stata positiva, ma non conclusiva - ha aggiunto il sindaco -. La direzione regionale del ministero dei Beni culturali e la Sovrintendenza hanno richiesto un sopralluogo perché sia valutata una migliore disposizione dei banchi, nel rispetto dei valori paesaggistici e dell’area monumentale, oltre che per consentire un proficuo svolgimento delle attività commerciali». Il progetto di partenza prevede tre file di gazebo (per un totale di 16): due con strutture di 6 metri per 4 e una 6 per 2.
La conferenza dei servizi, prima di riunirsi, ha ascoltato i rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio (presenti i vicedirettori Giulio Garzella e Elisabetta Ficeli) che hanno illustrato il progetto per piazza Manin e il percorso che gli ambulanti intendono intraprendere per partecipare al bando per l’acquisto dell’area del Santa Chiara. A tal proposito Filippeschi specifica «il legame tra l’autorizzazione provvisoria e l’offerta di acquisto per la gara d’assegnazione dell’Umi 1». Un passaggio indispensabile. «La conferenza dei servizi - conclude il sindaco - tornerà a riunirsi nei prossimi giorni per concludere i lavori». Non è quindi arrivato il via libera atteso dai bancarellai, ma nemmeno il temuto veto da parte della Sovrintendenza.
Francesco Loi
Daniele Benvenuti
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