Il Tirreno

Pisa

Oltre tre milioni per rivoluzionare la mensa

di Francesco Loi
Oltre tre milioni per rivoluzionare la mensa

Nuova organizzazione, pizzeria, internet-point alla struttura universitaria di via Martiri. Utenti in calo

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PISA. Non più solo mensa di tipo tradizionale, ma una struttura aperta anche oltre i consueti orari di distribuzione dei pasti. Cambierà così la mensa universitaria di via Martiri, alle spalle di piazza dei Cavalieri. Il progetto è stato approvato ed i lavori da 3,1 milioni di euro, finanziati da Arsdu (Azienda regionale per il diritto allo studio universitario), cominceranno nell’estate 2014 per una durata di due anni. Diverse le novità: più “isole” dove servirsi e limitare le code, pareti in vetro per assorbire i rumori, il bar, la pizzeria, aree lettura, un internet-point. Una versione innovativa della mensa per aumentarne la qualità, ma anche per “reggere” di fronte alla diminuzione di utenti anche per effetto del decentramento delle facoltà verso il Polo Piagge.

Obiettivi. «L’azienda regionale del Dsu è impegnata in un vasto piano di investimenti su Pisa che riguarderà sia le residenze (finalizzato ad un cospicui incremento dei posti letto per i borsisti) sia le sedi della ristorazione - dice il componente del cda, Simone Consani -. L’intervento su via Martiri, alla mensa universitaria più grande d’Italia, si colloca in questo contesto ed è finalizzato a migliorare la ricettività della struttura (evitando le file), migliorare la qualità del servizio (sia in termini di qualità alimentare sia di godimento della struttura), rendere l’immobile più aperto allo socialità degli studenti e del mondo universitario in genere».

I numeri. La trasformazione della mensa è passata attraverso varie riflessioni. La principale è sulla nuova dislocazione delle sedi universitarie, con conseguente modifica dei flussi studenteschi destinati in futuro ad essere ridotti nell’area centrale in cui sorge proprio la struttura di via Martiri. Tale riduzione è stimata ora nel 13%, corrispondente a circa 34mila pasti all’anno. Questa tendenza è già evidente negli ultimi anni: i pasti somministrati nel 2010 sono stati 864.516; l’anno seguente sono scesi a 853.066 e nel 2012 a 814.110. Quest’anno saranno intorno a 780mila. E’ uno degli effetti della chiusura della Sapienza, con spostamento delle attività di giurisprudenza e anche di scienze politiche alle Piagge. Ma anche delle critiche al servizio, soprattutto per le file e le attese prolungate.

Servizi. Da qui il ripensamento della mensa. Al piano primo è stato previsto un sistema di distribuzione free flow (a “isole”) con inserimento del servizio bar e pizzeria, per una capacità di 392 posti a sedere. Al secondo piano un analogo sistema di distribuzione free flow, ma con un maggior numero di elementi bagnomaria, piastre scaldanti e banchi freddi (426 posti a sedere). Il progetto comprende, per i pasti freddi, la predisposizione di apposite vetrine refrigerate dotate di ante scorrevoli su entrambi i lati. E le postazioni per bevande e condimenti saranno collocate all’interno delle sale in modo da essere facilmente raggiungibili e non creare interferenze tra i flussi.

Mensa alle Piagge. «Dopo l’apertura del nuovo Polo universitario, rimane una forte criticità nella ristorazione studentesca in zona Piagge: l’auspicio è che possa essere risolta anche con la collaborazione delle altre amministrazioni interessate», aggiunge Consani. Ora il punto di ristoro è in via Rosellini e da gennaio sarà potenziato con una linea per i pasti caldi. Sono però allo studio alcune soluzioni per organizzare un ristoro all’interno del Polo Piagge.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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