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Pisa

Evasore sconfitto dal Fisco grazie alla “Lista Falciani”

Evasore sconfitto dal Fisco grazie alla “Lista Falciani”

Respinto il ricorso di un imprenditore contro un accertamento di 76mila euro La commissione tributaria ha utilizzato i dati sottratti da un informatico infedele

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PISA. Il Fisco può scavare nei conti dei contribuenti finiti sulla "lista Falciani".

Lo ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Pisa che con sei sentenze ha rigettato i ricorsi presentati da imprenditori contro gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate. L’ultimo pronunciamento (relatore Francesco Esposito Ziello) è stato depositato nei giorni scorsi e vede al centro del contenzioso un importo di 76mila euro. Al di là delle cifre è il senso della sentenza ad essere innovativo: mette in chiaro il principio secondo cui la documentazione di conti all’estero può essere utilizzata per far pagare le imposte in Italia.

La storia. L'Agenzia delle entrate aveva emsso a carico del contribuente, un imprenditore pisano, un avviso di accertamento di maggior reddito per gli anni d'imposta 2006 e 2007 pari alla differenza tra l'importo indicato nella dichiarazione di emersione e gli incrementi non ritenuti scudati. In tutto 76mila euro. L'ufficio si era mosso sulla base dei dati contenuti nella cosiddetta lista Falciani. Il contribuente a quel punto aveva impugnato l’avviso del Fisco, eccependo la non utilizzabilità dei dati della lista in quanto acquisita in modo illegittimo dalle autorità italiane. Inoltre, a suo dire, quei dati numeri non avevano valore perché gli accertamenti degli anni 2006 - 2007 erano coperti dalla dichiarazione di emersione delle attività detenute all'estero (nella specie, in Svizzera) e rimpatriate.

Lista Falciani utilizzabile. La commissione tributaria provinciale ha sentenziato che la lista è utilizzabile in sede tributaria. La Suprema Corte esclude l'utilizzabilità dei documenti in sede tributaria soltanto quando la relativa acquisizione sia avvenuta in violazione di diritti fondamentali di rango costituzionale come la libertà personale e inviolabilità del domicilio. Per i giudici tributari pisani, «tali disposizioni non appaiano violate perché la lista è stata trasmessa (doverosamente) in Italia dall'autorità francese e non è stata quindi appresa nel domicilio del contribuente. Di qui l'utilizzabilità del documento in sede tributaria».

Dati trafugati. È una vicenda che risale al 2009 quella della lista Falciani. Le autorità francesi vennero in possesso di tutta la documentazione che il tecnico informatico Hervè Falciani aveva abusivamente sottratto dal database della filiale ginevrina della banca Hsbc. Le schede di sintesi individuali di circa 120mila stranieri che detenevano denaro in Svizzera. Fra questi circa 7mila italiani, una quindicina dei quali residenti in provincia di Pisa. Che dopo le contestazioni del Fisco hanno cercato di invalidare l’uso della lista che la Cassazione ha chiarito essere illegale a livello penale, ma legittima per i contenziosi fiscali.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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