Italia
Andrea Corti nuovo leader di Rifondazione
Il segretario provinciale eletto al congresso a Buti: «Non andremo mai con questo centrosinistra»
PISA. Andrea Corti è il nuovo segretario provinciale di Rifondazione comunista, acclamato all’unanimità nel congresso che si è svolto domenica a Buti. Prende il posto dell’uscente Luca Barbuti, che ha spiegato di non volersi ricandidare. I due sono stati entrambi assessori a San Giuliano (Corti all’ambiente e Barbuti al sociale) e si sono dimessi nel 2008 quando Prc ha lasciato la maggioranza guidata dal sindaco Paolo Panattoni. E proprio nella relazione introduttiva del congresso, scritta da tutta la segreteria, ci sono «le ragioni di fondo che ci separano (anche dalle scelte di Sel) di aderire al centrosinistra perché riteniamo irriformabile e non mitigabile il modello se non attraverso una profonda e sincera messa in discussione delle basi stesse di questo modello economico sociale».
Corti lo spiega citando Marx ed Engels, ma declinandoli al presente: «Il modello di sviluppo prevalente è stato previsto, teorizzato e si è realizzato, con riflessi che dall’economia fanno mutare anche gli assetti istituzionali. Per esempio, la riduzione dei costi della politica è il mantra con cui hanno ammantato la soppressione degli enti elettivi, diminuendo la rappresentanza democratica». E come si lega questo con il discorso delle alleanze? «Le scelte che stiamo subendo vanno in una direzione che difende questo modello, mentre noi riteniamo che vada individuata un’alternativa al capitalismo. Non si può stare a livello locale con chi a livello nazionale ha fatto scelte di governo come la riforma Fornero o il pareggio di bilancio nella Costituzione, che blocca le piccole opere». Ma Corti non punta alla spesa facile: «Quando c’era più democrazia, non avevamo questo debito pubblico».
Il neo segretario, classe 1961, laurea in agraria e dottorato in scienze chimiche, è stato iscritto al Pci fino al 1984, in Legambiente dal 1993 per dieci anni (anche referente ambientale della tenuta di San Rossore) ed è iscritto a Prc dal 2004, che rappresenta in consiglio provinciale dal 2009. Nel congresso straordinario di quest’anno (si è reso necessario dopo la batosta di “Rivoluzione civile” e a causa della crisi economica) si fronteggiavano tre mozioni nazionali: a Pisa ha vinto quella di Ferrero con circa il 60% e il congresso provinciale è stato il punto d’arrivo di 27 congressi di circolo molto partecipati. In ogni caso il livello provinciale ha prodotto un documento unitario per la gestione locale.
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