Sicurezza
Un volo turistico per i “paperoni” cinesi
Salta per ora l’ipotesi del collegamento di linea, ma si apre un nuovo fronte di trattative con la China Eastern Airlines
PISA. Se dopo anni di negoziati il volo diretto con Shangai non è ancora realtà, la colpa deve essere distribuita tra crisi economica globale e immagine di incertezza che l’Italia sta esportando. Quello che era un sospetto è diventato una certezza durante il recente viaggio in Cina del sindaco Marco Filippeschi e di Gina Giani, amministratore delegato della Sat, la società di gestione dell’aeroporto Galilei. I cinesi avevano promesso: una volta riempiti i voli su Roma, penseremo al collegamento con Pisa. Il volo di linea su Roma è stato riempito, ma ha non dato i risultati sperati, soprattutto per la tariffa business. Così l’ipotesi di un volo di linea su Pisa non è più (per ora) d’attualità.
Ma, sorpresa della missione tra Shangai e Pechino, chiusa una porta si è aperto qualcosa che potrebbe diventare magari non un portone, però qualcosa di molto interessante sì. Nella sala del Business Centre del Galilei, Filippeschi e Giani hanno rivelato che c’è un turismo cinese che guarda con attenzione alla Toscana ed a Pisa. E non un segmento qualsiasi di popolazione cinese, ma il più ricco. «Tipo i russi con Forte dei Marmi», ha sintetizzato l’ad del Galilei.
La missione in Cina è stata divisa in due parti. A Shangai, con la mini-delegazione pisana c’era il console Vincenzo De Luca. Al centro degli incontri quello con la China Eastern Airlines, la compagnia che vola su Roma e che aveva iniziato le trattative per Pisa. «L’interesse è stato confermato - spiega Gina Giani - ma è il teatro europeo che non convince i nostri interlocutori e il mercato italiano è percepito debole per un altro volo di linea». Al contrario, la stessa China Eastern Airlines «ha giudicato interessante la possibilità di un collegamento turistico», dice il sindaco. Liu Hao, vicedirettore marketing della China Eastern, ha infatti aperto alla possibilità di un volo stagionale (nei mesi di gennaio-febbraio, luglio-agosto ed ottobre) con cui intercettare i cinesi desiderosi di visitare la Toscana e fare shopping di lusso. E’ stata anche indicata una data in cui iniziare la sperimentazione: ottobre 2014. Si parla di un volo alla settimana, su aerei da 330 posti. Si consideri che per la compagnia significa un investimento di circa 300mila euro per volo. A gennaio è fissato un nuovo contatto, stavolta più commerciale che politico.
A Pechino la seconda parte della missione in Cina, con al fianco stavolta l’ambasciatore Alberto Bradanini. Il discorso turistico è stato ripreso e approfondito con Tong Wei, dirigente di Cits (China International Travel Service), numero uno dei tour operator cinesi. Obiettivo gli abitanti delle città cosiddette di secondo livello della Cina, che sono comunque metropoli da milioni di abitanti (8 nella sola Hangzhou, già gemellata con Pisa). Un rapido identikit fornito dalla Cits: sono turisti con ampie possibilità di spesa, si muovono in gruppi familiari di 10-12 persone, sono interessati all’alta moda, allo shopping (con particolare predilezione per gli outlet), al vino, alle terme, ma non al mare. «Dovremo pensare ad un’offerta su misura», aggiunge Filippeschi, che sottolinea: «Sono molto attenti alla sicurezza personale». Anche in questo caso sono attesi nuovi contatti a breve. «I prossimi mesi ci faranno capire i livelli di concretezza di queste ipotesi», commenta Gina Giani. A Palazzo Gambacorti e alla Sat si incrociano le dita.
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