Attenzione
«Studentati chiusi non per fare cassa»
La replica dell’Azienda regionale del diritto allo studio: il costo di 10 euro è un contributo simbolico
PISA. «Nessun debito da risanare. La chiusura delle residenze universitarie durante il periodo natalizio risponde a due esigenze: omogeneizzazione e razionalizzazione dei costi». L'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Ardsu) rimanda al mittente le accuse mosse dagli studenti di voler far gravare su di loro un passivo di 80mila euro con la chiusura, dal 23 dicembre al 7 gennaio, degli studentati e con il pagamento di 10 euro per gli studenti che rimarranno in città durante il periodo natalizio.
«Fino a quest'anno – recita una nota dell'Ardsu - le residenze di Pisa e Siena venivano chiuse durante il periodo natalizio lasciandone aperta solo una in ciascuna sede. Gli studenti interessati a permanere durante quel periodo presentavano una domanda e, nel caso risiedessero in altre strutture, dirottati nelle residenze aperte pagando la cifra prevista dal bando che variava da 52 a 82 euro».
E da quest’anno, la chiusura temporanea degli studentati è stata estesa anche a Firenze. E chi ha necessità di restare pagherà 10 euro per tutto il periodo. «Per uniformità di trattamento - continua l’Arsdu -la decisione di un contributo simbolico è stata estesa anche alle sedi di Pisa e Siena e sostituisce l'importo di oltre 80 euro previsto dal bando per la borsa di studio. Appare pretestuoso indicare l'iniziativa come una manovra per tappare un buco di bilancio, considerando che un utilizzo più razionale delle strutture evita sprechi inaccettabili. I risparmi conseguenti a questa operazione (90mila euro a Siena, 50mila a Pisa e 50mila a Firenze) permetteranno di compiere altri investimenti a favore degli studenti con situazioni economiche più disagiate. Nel 2014 saranno assegnati oltre 350 nuovi posti alloggio a Firenze e 32 a Pisa con l'apertura della residenza di via Da Buti».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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