Il Tirreno

Pisa

«Strumento richiesto 5 e non 18 mesi fa»

«Strumento richiesto 5 e non 18 mesi fa»

Il direttore dell’Estav precisa i tempi dell’ordine per l’apparecchio usato nella cura del piede diabetico

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PISA. «Non sono 18 ma 5 i mesi impiegati per acquistare la strumentazione indicata dal dottor Alberto Piaggesi. Abbiamo solo applicato la normativa nazione in tema di appalti pubblici».

Lo precisa il direttore generale dell’Estav Nord-Ovest, Enrico Volpe rispondendo all’intervento dei consiglieri regionali del Nuovo centrodestra che avevano mosso critiche sull’attività dell’ente che gestisce acquisti e forniture per le aziende ospedaliere.

Volpe precisa che la richiesta di acquisto dell’apparecchio per curare il piede diabetico, corredata della necessaria documentazione e redatta nelle forme di legge, «è pervenuta ai nostri uffici soltanto in data 26 giugno 2013, data in cui inizia la procedura di acquisto. Quindi la durata complessiva della gara, dall’indizione alla richiesta contrattualizzazione, “scende” a meno di 150 giorni». L’aggiudicazione avviene il 12 settembre scorso, con un tempo inferiore ai 90 giorni rispetto all’avvio della fase istruttoria.

Il giorno successivo gli uffici di Estav Nord-Ovest comunicano l’aggiudicazione alla ditta interessata, cui viene richiesto, tra gli altri, il deposito della cauzione definitiva, in applicazione dell’art. 113, comma 2, del decreto legislativo 163/2006 (Codice appalti pubblici). Tale adempimento trova riscontro, da parte dell’aggiudicatario, l’11 ottobre. Si arriva al 17 ottobre quando vengono avviate le procedure, previste dall’articolo 38 del citato codice appalti, tese a verificare l’affidabilità della ditta aggiudicataria ed il rispetto, da parte della medesima, di una serie di adempimenti, richiesti: regolare pagamento dei contributi (Durc); pagamento imposte e tasse, accertamento dell’impresa e dei legali rappresentanti sotto il profilo della rilevazione di sanzioni penali o amministrative; rispetto della normativa nazionale in materia di assunzione dei diversamente abili. Terminato l’iter il contratto è stato trasmesso all’aggiudicatario per la sottoscrizione in tempi recenti.

«Quindi – conclude Volpe – ritengo doveroso rispondere anche a quei consiglieri regionali, i quali imputerebbero il ritardo della procedura d’acquisto alla burocratizzazione dell’apparato amministrativo della sanità regionale, in ciò auspicandone uno “snellimento”. Quale che sia il futuro dell’Estav, deve essere chiaro che la “burocrazia”, cui gli stessi consiglieri fanno riferimento, nel caso di specie trova origine nell’esigenza di rispetto di norme nazionali. Norme che impongono controlli sulle ditte aggiudicatarie, al fine di certificarne professionalità, solidità e onestà. Si tratta di principi che l’assemblea parlamentare sancisce a garanzia della qualità delle forniture e dei servizi che ne discendono, validi tanto sul territorio toscano, quanto su quello nazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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