La manifestazione
Esami, a volte col privato si risparmia
Dalle ecografie all’addome alle mammografie, le tariffe a confronto per le prestazioni tra studi e strutture pubbliche
PISA. Per fare una mammografia o un’ecografia a una spalla, oppure un’ecografia all’addome e una radiografia al torace conviene spesso rivolgersi più a una struttura privata che pubblica: spesso si risparmiano soldi, in altri casi si paga un po’ di più ma c’è il vantaggio di scegliere quando farli e molto più velocemente, superando così anche lunghe liste di attesa.
È quanto emerge da una nostra indagine che fa riferimento a quattro casi presi in considerazione e che riportiamo nelle tabelle in questa stessa pagina.
Quando la Regione ci guadagna. C’è anche un altro aspetto importante: dalla comparazione tra quanto il servizio costa al cittadino rispetto al costo effettivo pagato dall’ente alle strutture convenzionate, scopriamo che nei quattro casi presi in considerazione (ve ne sarebbero altre decine che portano allo stesso risultato) la Regione non solo non ci rimette niente, ma facendo quei tipi di esame ci guadagna.
L’utile della Regione riguarda anche le fasce più basse: per lo stesso esame l’utile va dai 3 fino ai 42 euro delle fasce di reddito più alte e in un solo caso (ecografia dell’addome) la Regione ci rimette, ma solo 1,5 euro sulla fascia di reddito più bassa.
Quando la Regione ci rimette. Certo, gli utili che l’ente incamera con questi esami vanno a compensare altri esami più sofisticati e all’avanguardia come la Tac e la Risonanza Magnetica Nucleare (Rmn) dove la Regione ci rimette perché il totale che paghiamo è quasi sempre assai inferiore rispetto alla spesa effettiva del servizio.
Per questi esami il servizio pubblico conviene sempre (a meno che non si vogliano abbattere lunghe liste di attesa e allora, chi può, paga di più ma si toglie il pensiero prima).
Il ticket. Per chi si rivolge al pubblico ci sono due ticket: quello della specialistica e uno aggiuntivo, introdotto dalla Regione, per far fronte alla manovra correttiva dell'agosto 2011. Questi ticket, nell'ottica dell'eguaglianza e della perequazione, hanno un diverso importo in relazione a parametri economici del nucleo familiare (li vediamo nelle tabelle).
Tutti paghiamo il dischetto. Ai due ticket si aggiunge poi il costo relativo alla digitalizzazione, con un dischetto che viene consegnato a ogni paziente dopo l’esame (10 euro per tutti, anche per coloro che hanno l’esenzione totale, per un massimo di 30 euro durante l’anno solare).
A chi conviene più il privato del pubblico. Prendiamo il primo esempio: la mammografia. La Regione ci guadagna per tutte le fasce di reddito (il costo degli esami li abbiamo presi dal bollettino ufficiale, chiamato nomenclatore regionale tariffario).
Alla Regione la mammografia costa 45 euro, mentre al cittadino con la fascia di reddito più bassa 48 (3 di più), quello da 36mila euro di reddito fino a 70mila ne sborsa 58 (13 di più), da 70 a 100mila euro ne tira fuori 68 (23 di più) e oltre 100mila paga 78 euro (33 di più).
Nel privato, prendiamo lo studio Figliucci di Pontedera, per la mammografia ci vogliono 70 euro: chi ha un reddito basso ci rimette in proporzione 22 euro rispetto alla scelta pubblica, chi ce l’ha medio sborsa 12 euro in più, ma chi ce l’ha alto (sopra i 100mila euro) risparmia 8 euro.
A Pisa, negli studi privati, invece, per la mammografia si spende di più (anche fino a 120 euro). Per la radiografia al torace, per le fasce di reddito sopra i 70mila euro, il costo dal privato è sempre inferiore rispetto alla struttura pubblica o convenzionata.
Un raffronto preciso è stato possibile solo dopo aver consultato alcuni pazienti che sono usciti dopo l’esame (gli studi privati non hanno voluto fornirci il tariffario): il costo di una rx al torace da Busoni, in via Crispi a Pisa, costa 45 euro (a Pontedera ce ne vogliono 60). Se prendiamo l’ecografia della spalla, alla Regione costa 36 euro e chi fa l’esame e appartiene alla fascia più bassa ne paga 48, mentre quella più alta 78. Negli studi privati lo stesso esame costa per tutti, mediamente, 60 euro a Pontedera e 70 a Pisa.
Quando conviene di più il pubblico del privato. L’ecografia all’addome alla Regione costa 49,5 euro e per chi fa l’esame nella struttura pubblica e appartiene alla fascia più bassa paga 1,5 euro in meno, ma tutte le altre fasce di reddito pagano sopra il costo (fino a 28,5 euro in più per quelle più alte).
Dal privato invece si pagano mediamente 90 euro a Pisa e 80 a Pontedera (quindi assai di più per la fascia bassa e poco di più per quella alta).
Conclusioni generali. Chi ha un reddito basso può avere quasi sempre l’interesse a fare gli esami in una struttura pubblica (a meno che non voglia abbattere eventuali lunghe liste di attesa), ma tutti gli altri, in particolare quelli sopra i 70mila euro di reddito, pur spendendo qualcosa in più hanno convenienza a farli dal privato per ragioni di tempo e di comodità.
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