La manifestazione
Le residenze restano chiuse e i fuorisede protestano
PISA. Chiuse per feste. Arriva Natale e le residenze studentesche chiudono. Centinaia di studenti, italiani fuorisede e stranieri, saranno costretti a tornare a casa a causa della chiusura degli...
PISA. Chiuse per feste. Arriva Natale e le residenze studentesche chiudono. Centinaia di studenti, italiani fuorisede e stranieri, saranno costretti a tornare a casa a causa della chiusura degli studentati o, in alternativa, a traslocare in un'altra residenza e pagare la permanenza, nonostante siano assegnisti di borse di studio (con posto alloggio gratuito fino a luglio). La decisione, assunta dall'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Ardsu) che prevede la chiusura degli studentati dal 23 dicembre al 7 gennaio e il pagamento di una retta (seppur minima) per gli studenti che vogliono rimanere a Pisa, ha scatenato un putiferio. Gli studenti accusano l'azienda di voler far gravare su di loro un passivo di bilancio di 80mila euro. «Una mossa dell'ultimo minuto per tappare un buco di bilancio», accusa Federico Lifschitz, rappresentante degli studenti alloggiati alla residenza “Fascetti”.
Il provvedimento dell'Ardsu prevede la chiusura temporanea degli studentati fino al 7 gennaio, giorno che coincide con il primo appello d'esame della sessione invernale, e una tariffa di permanenza che dagli 85 euro iniziali è stata ridotta a 10 euro dopo le proteste degli studenti. Oltre la chiusura e il pagamento della tariffa, si pone però anche un problema di logistica. Gli studenti che rimarranno in città nel periodo natalizio potranno alloggiare solo presso la residenza “Praticelli” che, probabilmente, non riuscirà ad accogliere tutti. In pratica, il 23 dicembre mattina gli studenti dovranno traslocare alla Praticelli e il 7 gennaio mattina, in concomitanza con gli esami, ritrasferirsi alla residenza di appartenenza. «Gli studenti dovranno alloggiare provvisoriamente in una residenza lontana da tutti i dipartimenti universitari – continua Lifschitz - senza la possibilità di recarsi al proprio alloggio abituale per fornirsi di quanto necessario per il pernottamento e di eventuali libri per sostenere un esame. Tutto ciò, violando lo statuto della stessa Ardsu, dove si stabilisce che si deve garantire l'alloggio gratuito per 11 mesi».
Il provvedimento era stato adottato già lo scorso anno, escludendo però la retta e per un arco temporale minore. «Abbiamo criticato l'impostazione degli uffici e avanzato due richieste – scrive Sinistra Per in una nota -: anticipare la riapertura al 3 gennaio e ripensare il sistema di tariffe richieste agli studenti nei periodi di chiusura delle residenze».
Sinistra Per ha organizzato per domani (alle 11) nella sede dell'Ardsu in piazza dei cavalieri, un'assemblea degli studenti alloggiati nelle residenze.
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