Il Tirreno

Pisa

Il Sant’Anna cambia strategia sulla città

di Carlo Venturini
Il Sant’Anna cambia strategia sulla città

Il rettore Perata: «I laboratori mal si conciliano con i palazzi storici». Scuola aperta, il 30% dei dottorandi arriva dall’estero

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PISA. «La strategia del campus diffuso non è più praticabile, la ricerca scientifica ha bisogno di spazi ad hoc e non di palazzine del '400». E' questa la posizione espressa dal rettore della Scuola Superiore Sant'Anna Pierdomenico Perata a margine della cerimonia di apertura del XXVII anno accademico della Scuola. Mentre fino a qualche anno fa, la frase più "modaiola" per definire Pisa era quella di essere un Campus universitario diffuso, oggi sembra ci sia un contrordine: via dalla città che è già fin troppo ingolfata di edifici storici marchiati Università, Normale e dalla stessa Sant'Anna. «I laboratori di oggi mal si conciliano con i palazzi storici. Ma neppure bisogna andare in luoghi distanti dal centro cittadino», precisa Perata che ha da poco dato il via al progetto di costruzione di un super parco scientifico in quel di San Giuliano Terme davanti alla sede del Cnr. «Il Cnr fece una scelta oculata già negli anni '80 - spiega Perata - individuando in quell'area di San Cataldo, il quartier generale della ricerca del consiglio nazionale». Il Sant'Anna in quella zona della prima periferia che era infestata da erbaccia, installò in maniera del tutto virtuosa il Centro di fotonica integrata.

Tra i dati snocciolati alla cerimonia (tenutasi alla presenza dell'ex rettore della Scuola e oggi ministro del Miur, Maria Chiara Carrozza), colpisce che il 42% dei docenti santannini appartenga ad altri atenei italiani e esteri e il 30% degli allievi dottorandi arrivi dall'estero. «Per i nostri allievi vogliamo il meglio e per attirare l'eccellenza di docenti europei dobbiamo dare loro strutture con standard qualitativi di livello internazionale». Un'altra espressione molto in voga negli ultimi tempi è “smart city”. E Pisa è una città smart, intelligente verso il cittadino? La domanda parte dalla considerazione dell’altissima concentrazione di scuole di eccellenza, ricercatori, docenti e aziende dell'Ict che collaborano spalla a spalla proprio con il Sant'Anna. «Pisa vorrebbe esserlo - risponde Perata - ed è sulla buona strada per diventare smart». Oltre, il rettore non si spinge.

Se siamo abituati ormai alla robotica come fiore all'occhiello della Scuola, dovremmo prendere dimestichezza anche con un altro settore che va sotto il nome di Scienza della salute, su cui la Scuola punterà nel piano triennale per la ricerca. «Salute a 360 gradi - dice il rettore - Questo vuol dire occuparsi della ricerca nel campo della nutrizione, della domotica e di tutte quelle ricerche che aiutano o rinforzano la salute perché la popolazione sta invecchiando e se vogliamo tra 50 anni avere risposte efficienti ai mutamenti della società bisogna iniziare ora e subito».

Ma veniamo al bilancio, ai finanziamenti ed al denaro del Sant'Anna che gode di un'ottima autonomia finanziaria e cioè non succhia dalle esangui membra dell'erario. Il 97% dei fondi di ricerca della Scuola proviene da fonti esterne al Miur e sicuramente giocano nel comportamento virtuoso della Scuola, i tanti rapporti con le aziende e i 100 brevetti condivisi con le stesse imprese (la Scuola Sant'Anna è la prima università in Italia per rapporto di brevetti e numero di professori/ricercatori) . Ma soprattutto gioca il fatto che il Sant'Anna prenda al laccio il 61% dei finanziamenti dall'Unione europea. Inoltre, nonostante siano stati tagliati 2 milioni di euro di finanziamento pubblico, la Scuola ha mantenuto del tutto inalterate le somme destinate agli assegni di ricerca (un milione di euro) e le 54 borse di studio. «Si parla tanto di abolire l'Ici, ma se a me dicessero che quei 200 euro di Ici andassero alla ricerca, io le pagherei volentieri. Purtroppo, evidentemente, non c'è ancora questa maturità nel cittadino e nella classe politica anche perché è la stessa ricerca ad avere problemi a comunicare se stessa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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