Il dolore
Cgil alla Ctt Nord: volete il modello Marchionne
Il sindacato replica all’azienda del trasporto pubblico: l’obiettivo è far lavorare i dipendenti di più, senza che abbiano un ritorno economico adeguato
PISA. «Lavorare di più senza un ritorno economico: la Ctt Nord sposa l'ideologia di Marchionne». La Filt-Cgil replica a muso duro all'azienda di trasporto pubblico locale che, sulla vertenza per i contratti integrativi, ha sottolineato le garanzie per tutti lavoratori derivanti dal contratto unico e invitato i sindacati a riaprire la trattativa.
«L'operazione di accorpare le tre aziende (Cpt Pisa, Clap Lucca e Atl Livorno, ndr) è positiva se vista nell'ottica di riorganizzazione e ristrutturazione di un servizio volto a garantire più efficienza e a un costo più basso – si legge in una nota del sindacato -. L'accorpamento non ha però prodotto niente di tutto ciò. La partecipazione alla gara regionale (che dovrà individuare il gestore unico del servizio, ndr) è la scusa per far ricadere sui lavoratori la diminuzione della spesa che un'azienda, così strutturata, porta».
Secondo il sindacato, la fusione delle tre aziende «avrebbe dovuto consentire l'armonizzazione dei trattamenti dei dipendenti e non il ripercuotersi di squilibri economici e normativi che invece la proposta aziendale contribuisce a produrre in maniera più ampia. La distribuzione delle indennità economiche proposta – continua la Filt - penalizza solo alcuni dipendenti e non coinvolge tutti i salariati dell'azienda. Solo i dipendenti contribuiscono, i dirigenti no: ciò non è assolutamente coerente con un'operazione che deve servire a ridurre i costi in virtù della gara regionale».
Sulla proposta di contratto avanzata dall'azienda (legata alle presenze lavorative), la Filt sottolinea che «la Ctt Nord dichiara di ridistribuire il salario in termini meritocratici, ma definisce “assenza” chi va a donare il sangue».
«Questa sarebbe meritocrazia premiante?», si chiede il sindacato. «Sembra – continua - più un attacco allo stato sociale. Le condizioni di lavoro verranno inoltre appesantite con carichi di guida e archi orari più pesanti e senza una contropartita economica. È inaccettabile lavorare di più senza avere un ritorno economico e vedersi decurtare la busta paga se si va a donare il sangue: questo modo di fare è l'ideologia di Marchionne, avallata anche dalle istituzioni».
«Definire “anacronistici rispetto all'attuale situazione” (così li ha bollati l'azienda, ndr) istituti ottenuti in anni di lotte sindacali, che non saranno più riconosciuti (come i contributi per le attività ricreative, la cassa assistenziale e il premio di anzianità) – prosegue il sindacato -, è la negazione dello spirito di socialità, che alcuni istituti hanno contribuito a far nascere e che hanno prodotto episodi come la festa di compleanno di un fratello meno fortunato di noi (la festa, raccontata dal Tirreno, di Andrea Barbieri, il 47enne disabile mentale “adottato” dai dipendenti dell'azienda, ndr). Il sindacato ha espresso chiaramente quale vuole essere il percorso per trovare una soluzione: fermando gli atti unilaterali attuati dall'azienda, i lavoratori sono pronti a ridiscutere un accordo che colga gli aspetti di recupero proposti dall'azienda, ma che non leda i diritti dei dipendenti. Auspichiamo che la discussione si sposti su tavoli consoni alla trattativa, altrimenti, se non verranno accolte le richieste dei lavoratori, la discussione finirà nelle aule dei tribunali e – conclude la Filt - con l'inasprimento dei toni che porteranno a forme di lotta sindacale più incisive».
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