La manifestazione
Babbo Natale quest’anno resta povero
Federconsumatori Pisa: regali riservati quasi esclusivamente ai bambini. Ma torna il segno “più” sul risparmio in banca
PISA. Babbo Natale quest’anno avrà il braccino corto, ma in mezzo a tanto risparmio forzato c’è anche un dato confortante per il furuto: i pisani e i toscani in generale hanno ricominciato a mettere da parte qualche spicciolo, come rivela l’ultimo rapporto della sede regionale di Bankitalia presentato nei giorni scorsi.
Nei primi sei mesi del 2013, quando gli indicatori economici di tutto il mondo erano negativi (mentre ora, nei paesi con le economie più avanzate, le Borse stanno segnando nuovi record positivi, la raccolta bancaria effettuata presso le famiglie e le imprese è cresciuta del 2,1%.
Ma come facciamo a prevedere che anche questo Natale sarà poco godereccio? Come consueto, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha effettuato il monitoraggio sulle intenzioni di acquisto degli italiani in vista di tale festività. I primi risultati rivelano una situazione sconfortante: mai come quest’anno i consumi saranno “sotto zero”. Già lo scorso anno la spesa totale delle famiglie per i regali (o auto-regali) di Natale si era attestata ad appena 3.4-3.8 miliardi di euro (pari circa a 148 euro a famiglia). Quest’anno, secodo Federconsumatori, tali consumi conosceranno un ulteriore battuta di arresto, con una nuova contrazione del -11.2%.Vale a dire che la spesa media a famiglia per i regali sarà di appena 132 euro. Regali che, ovviamente, saranno estremamente mirati ed in molti casi saranno riservati esclusivamente ai bambini.
Ecco una prima stima dei consumi per le festività natalizie nei diversi settori di spesa, in base alle risposte del campione esaminato: abbigliamento e calzature -12%; mobili, arredamento ed elettrodomestici -31%; profumeria e cura della persona -6%; giocattoli -2%; alimentazione -1%; elettronica di consumo -6%; editoria (libri e cd) +0.5%; turismo -16%.
«Per contrastare questa pericolosa tendenza è fondamentale stimolare una ripresa della domanda di mercato, attraverso un’immediata anticipazione dei saldi (come avviene in altri paesi) ed una detassazione delle tredicesime», dichiarano i componenti del direttivo Provinciale Federconsumatori Pisa.
Solo il settore dell’editoria registrerà un lievissimo aumento negli acquisti rispetto al 2012, soprattutto grazie alle forti promozioni ed ai prezzi comunque contenuti.
Il dato peggiore riguarda il settore alimentare e quello dei giocattoli, vale a dire i comparti più “gettonati” durante le festività natalizie che, in previsione, registreranno rispettivamente un calo del -1% e del -2%. Le vendite di fine anno, quindi, secondo la nota diffusa da Federconsumatori Pisa confermeranno un andamento che si protrae da anni.
A pesare fortemente sulla crisi dei consumi di Natale, oltre al livello infimo raggiunto dal potere di acquisto delle famiglie, contribuiscono i problemi occupazionali e le difficoltà di molte azienda nel garantire il pagamento degli stipendi e delle tredicesime.
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