Il Tirreno

Pisa

«Accusato solo per ottenere soldi»

di Pietro Barghigiani

Processo per stalking, l’attore Buscemi: «Le mie frequentazioni nello spettacolo strumentalizzate per opportunismo»

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PISA. «La donna che mi accusa? Interessata solo ai soldi. Ha ingannato tanta gente con questa storia. Ora vuole provarci anche con un giudice».

Sceglie una sala dell’Hotel Vittoria sul lungarno Pacinotti l’attore e regista Andrea Buscemi, 50 anni, di Pisa, per raccontare la sua verità in una vicenda approdata in Tribunale dove compare nello scomodo ruolo di imputato per stalking verso la sua ex compagna.

Fango. «Per me è una manciata di fango in faccia che non merito di subire» chiosa l’artista prima di dare il via a una lunga difesa a cui assistono in segno di amicizia anche il capogruppo di Noi Adesso Pis@, Diego Petrucci, il consigliere del Pd, Juri Dell’Omodarme e l’ispettore Pietro Taccogna della questura.

Buscemi, affiancato dal legale Rubina Colombini, che lo assiste insieme all’avvocato Carlo Di Bugno, non solo professa un’innocenza solare, «chi mi risarcirà per quello che sto subendo?», ma accusa la 44enne che lo ha querelato di aver agito per opportunismo.

La vicenda. La storia inizia nel gennaio 2007 e finisce nel giugno 2009. La donna sostiene di aver subìto vessazioni e angherie non solo dopo la conclusione del rapporto, ma fin dai primi mesi della relazione.

Foto e video. L’attore si aiuta con un computer sul quale scorrono video e foto, in parte del suo archivio personale e in gran numero trovati sul sito della società della sua ex fidanzata.

Sono immagini di una coppia felice che ride in compagnia di Carlo Conti e Giorgio Panariello, ma anche di altri vip dello spettacolo che Buscemi ha citato come testi a difesa. Gli scatti riguardano pure lo shopping di calzature costose, cene in ristoranti di lusso, come Pinchiorri, e un appartamento in via Volturno dove i due, secondo l’attore, avrebbero dovuto andare a vivere.

«Mostro queste immagini – precisa Buscemi – per dimostrare che negli stessi periodi in cui la vedete serena e sorridente, la donna che mi accusa scrive nella querela che l’avrei trattata male, allontanandola dalle sue amicizie e riducendola in uno stato di prostrazione psichica. Vengo descritto come uno psicopatico e un tiranno da chi, invece, da me ha avuto solo opportunità di lavoro e aiuti. Nei due anni e mezzo in cui siamo stati insieme per lei ho speso dai 100mila ai 120mila euro, comprensivi dei lavori nell’appartamento di sua proprietà. Volevo farla vivere bene, altro che privazioni imposte. Le foto di lei sorridente e felice in compagnia di attori e vip, frequentati durante il nostro rapporto, sono ancora sul sito della società che ha costituito con la sorella. Ma se era così traumatizzata a causa mia perché continua a conservare quelle foto? O magari le ha lasciate sul suo sito per farsi pubblicità?»

Denunce e sms. L’attore e regista cita anche un dato del ministero dell’Interno: «Ogni anno in Italia il 50 per cento delle denunce per stalking si rivela infondato».

Sugli sms offensivi che sarebbero tra gli elementi dell’accusa, Buscemi sottolinea che «non c’è il contradditorio e vengono citati solo i miei. E guarda caso ha iniziato a conservarli fin dall’inizio della storia. Per quale motivo? Ritengo che questa donna abbia strumentalizzato il rapporto con me. Quando ci siamo lasciati insieme alla sorella ha fondato una società che organizza convegni sullo stalking a cui hanno partecipato, in buona fede, personaggi delle forze e delle istituzioni. In questi incontri una racconta e l’altra piange. Basta poi andare sul suo sito per vedere che anche dopo la querela contro di me ha continuato a lavorare con grande serenità. A questo punto sono io che voglio il processo per svelare finalmente l’inganno costruito ad arte contro di me».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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