Sicurezza
Quei legni scoperti nel ’98 e ammirati da Tony Blair
PISA. Nel 1998 in occasione di alcuni lavori per la stazione di Pisa San Rossore, posto in cui le Ferrovie avrebbero voluto costruire un centro di controllo della linea tirrenica, sono stati...
PISA. Nel 1998 in occasione di alcuni lavori per la stazione di Pisa San Rossore, posto in cui le Ferrovie avrebbero voluto costruire un centro di controllo della linea tirrenica, sono stati rinvenuti reperti archeologici identificati poi come antiche navi affondate a causa di ripetute alluvioni in quello che era l’incrocio di un canale della centuriazione pisana con il fiume Serchio.
Dal 1999-2000 ci si è accorti che stava emergendo dallo scavo, a circa 500 metri in linea d’aria dalla Torre, un ritrovamento che non ha confronti nella storia dell’archeologia navale (e forse dell’archeologia in assoluto, dentro e fuori l’Italia), qualcosa che capita una volta al secolo. Circa 30 imbarcazioni databili tra il III secolo a.C. ed il VII d.C. con i loro carichi di gioielli e utensili vari, anfore, monete. 10.650 metri quadrati (3.500 di scavo vero e proprio; 1.700 di laboratori e centro restauro) che i visitatori possono attraversare con un percorso guidato. Da un lato è cominciata la processione dei “potenti” del mondo, stregati dal fascino del sito e dei “legni”: Tony Blair e signora Cherie, Carlo Azeglio Ciampi e signora Franca, la regina Fabiola del Belgio, Massimo D’Alema e tutti i ministri della cultura che si sono alternati negli anni come Giuliano Urbani, Giovanna Melandri, Francesco Rutelli.
D’altro canto si è posto il problema dei fondi, per compiere il restauro e allestire un museo degno. Circa due anni fa il ministero dei Beni culturali ha stanziato 4 milioni: metà per il recupero dei tre relitti rimasti sotto terra a San Rossore e l’altra quota per il restauro dell’imponente complesso in zona Cittadella, cioè gli Arsenali Repubblicani che sono il sito prescelto per ospitare la sede espositiva.
L’erogazione fu frutto anche della campagna di sensibilizzazione promossa nel 2010 da “Gli amici dei Musei” e “Il Tirreno”, che portò alla raccolta di 2.675 firme e a interrogazioni parlamentari. (g.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
