Il Tirreno

Pisa

Per i Trovatelli una richiesta dal Dubai

di Francesco Loi
Per i Trovatelli una richiesta dal Dubai

L’Azienda ospedaliera aspetta un’offerta: il ricavato serve per completare il trasferimento dal S. Chiara a Cisanello

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PISA. Sono ormai trascorsi due anni dal primo tentativo di vendita. Era il 16 dicembre 2011 quando vennero inutilmente attese buste con le offerte: alla scadenza delle 11 non si presentò nessuno. Altri due bandi, nel maggio e nel settembre dello scorso anno, sono stati aperti e chiusi con lo stesso esito. Eppure non sono mai mancati, anzi continuano, segnali di interesse da mezzo mondo per i Trovatelli, il complesso da quasi 6mila mq di proprietà dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) che partendo da via Santa Maria si snoda fino a piazza dell’Arcivescovado, con una serie di finestre che si spalancano direttamente su Piazza dei Miracoli e la Torre Pendente. Una posizione unica che dovrebbe bastare, e avanzare, per ingolosire chi ha intenzione di aprire un hotel di lusso o realizzare residenze esclusive.

Offerte. L’operazione di vendita ha però coinciso con la fase più acuta della crisi economica, che ha frenato soprattutto il mercato immobiliare. Però i Trovatelli non si arrendono. «Ci sono state anche di recente quattro o cinque manifestazioni d’interesse», dice l’ingegner Rinaldo Giambastiani, direttore del Dipartimento area tecnica dell’Aoup. Tra gli ultimi contatti, attraverso intermediari italiani, un gruppo del Dubai e un altro dell’India. In precedenza telefonate erano arrivate dalla Russia e dalla Cina. Qualcuno ha mandato anche emissari per un sopralluogo nell’ex sede dell’archivio dell’Azienda ospedaliera, già ospizio per malati e agli inizi del XIV secolo ricovero per bambini abbandonati.

Il prezzo. Ma quanto costa il complesso di via Santa Maria? La prima richiesta (base d’asta) era stata di 24 milioni di euro. La seconda di 21,6 milioni. Questa è stata anche la partenza dopo che l’Aoup ha aperto la fase delle trattative private. In altre parole, se prima l’acquirente doveva fare offerte da 21,6 milioni in avanti, ora invece le proposte possono essere al ribasso. Si deve anche considerare che il compratore deve poi spendere una cifra forse non lontana da quella di acquisto per ristrutturare l’immobile. Le cui destinazioni d’uso sono varie: hotel, appartamenti, negozi. «Speriamo che il mercato si sblocchi - confida Giambastiani -, possiamo un po’ scendere nella richiesta, ma non svenderemo il complesso».

Motivi. Anche perché da questa cessione l’Aoup deve ricavare parte dei 135 milioni (su oltre 300) per finanziare il completamento del trasferimento dell’ospedale Santa Chiara al polo di Cisanello. La quota maggiore dovrà però arrivare dai 21 edifici che sono dentro il perimetro del Santa Chiara (alcuni appartengono all’Università). Su quell’area è previsto un piano di recupero e riassetto urbanistico con cambio della destinazione d’uso degli immobili a fini commerciali, turistici e ricettivi come da progetto dell’architetto Chipperfield. Ancora deve essere pubblicato il bando di gara per individuare il soggetto economico che si accollerà l’operazione. Entrano dunque in questa partita anche i Trovatelli, complesso la cui costruzione va dal Trecento all’Ottocento: ne fanno parte l’ospedale dei Trovatelli, la fabbrica delle Balie, la Casa rifugio dei poveri, la chiesa di San Giorgio dei Tedeschi (di questa non potrà essere modificata la funzione religiosa con fruizione pubblica). Il complesso si estende per una superficie lorda complessiva di 5.777 metri quadri, con aree esterne di circa 1.300. Spunteranno petrodollari o rupie indiane? Serve soprattutto un’offerta concreta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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