Finanza
Museo delle navi, battesimo con Bray
Domani il ministro presenta l’allestimento della sede espositiva che sarà la più grande d’Europa nel suo genere
PISA. Come anticipato a metà ottobre dal “Tirreno”, domani alle 11,30 sarà presentato il progetto di allestimento per il “Museo delle navi antiche”: alla cerimonia, che si svolgerà nel cantiere delle imbarcazioni in via Ranuccio Bianchi Bandinelli, ci saranno Massimo Bray (ministro dei Beni e attività culturali) e Isabella Lapi (direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici); saranno presenti anche l’assessore provinciale alla cultura Silvia Pagnin e il sindaco Marco Filippeschi. Il museo delle Navi antiche, invece, sarà allestito all’interno degli Arsenali Medicei di Lungarno Simonelli, da tempo in restauro – curato dalla Soprintendenza di Pisa e Livorno – per adeguarsi ad accogliere quella che diventerà le sede espositiva più grande d’Europa a riunire archeologia e mondo navale.
Secondo le prime indiscrezioni si tratterà di un allestimento in itinere: i reperti saranno esposti man mano che sono pronti ed entro pochissimi mesi si potrà già avere un embrione della futura mostra permanente. La scelta di questa sorta di “work in progress” serve per ridurre i tempi e dare la possibilità di iniziare a gustare il tesoro che qualcuno ha chiamato la “Pompei marittima”. Infatti ci sono finanziamenti sufficienti per il restauro di tutte le imbarcazioni trovate nel 1998 vicino alla stazione di San Rossore e per l’accessibilità (riqualificazione di alcuni ambienti) degli Arsenali Repubblicani, sito prescelto per ospitare il museo; invece i soldi non bastano per l’allestimento complessivo. Da qui l’idea di muovere almeno i primi passi.
La presentazione pubblica che si svolgerà domani è un desiderio della Direzione regionale dei beni culturali e si propone due obiettivi: rendere credibile il progetto completo che la Soprintendenza sta predisponendo; e creare sinergie con le altre amministrazioni. I finanziamenti, infatti, si stanno cercando a 360 gradi; è stata pertanto necessaria una manifestazione di serietà, dimostrandosi in grado di fornire un progetto completo e definitivo, con una stima di spese certa e tempi altrettanto sicuri.
Su quest’ultima voce alla Soprintendenza si sentono di sbilanciarsi: due anni e tutto sarà finito; sugli altri dettagli le bocche sono cucite fino a domani, quando saranno rivelati i frutti del lavoro di questi mesi. Il futuro museo rappresenterà un nuovo spazio di rilevanza scientifica internazionale e sarà caratterizzato dalla sperimentazione di nuove tecnologie applicate ai beni culturali. Inoltre è previsto lo sviluppo di un Centro di restauro del legno bagnato.
Delle circa 30 navi databili tra il III secolo a.C. e il VII d.C. è stata recuperata anche buona parte del carico di gioielli e utensili vari, anfore, monete. Essi hanno permesso di risalire alla provenienza delle imbarcazioni (Gallia, Campania, Adriatico) prima che le alluvioni coprissero il sito, incrocio di un canale della centuriazione pisana con il fiume Serchio. Anche i reperti saranno esposti al museo. Alcune navi sono restaurate in blocco e poi saranno trasportate integralmente agli Arsenali; altre a pezzi (occupando molto più spazio) e saranno rimontate solo nel sito finale del museo.
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