Pista anarchico-ambientalista per il blitz nella sede Arpat
PISA. Si indaga nell’area anarchica e dell’ambientalismo estremista per risalire ai responsabili del blitz di martedì mattina nella sede dell’Arpat. Un episodio che ha fatto discutere in città e...
PISA. Si indaga nell’area anarchica e dell’ambientalismo estremista per risalire ai responsabili del blitz di martedì mattina nella sede dell’Arpat.
Un episodio che ha fatto discutere in città e spinto partiti e associazioni a prendere posizione sulla gestione del caso Cisam.
«L'allarme Cisam è stato causato da procedure dubbie e dalla mancata partecipazione».
Sul processo di decommissioning (smantellamento) dell'impianto nucleare di San Piero a Grado, Rifondazione comunista chiede un tavolo di controllo aperto a cittadini ed esperti indipendenti.
«Lo sversamento nel Canale dei Navicelli dei circa 750 mila metri cubi di “acqua trattata” è un procedimento con pochi precedenti, estremamente delicato e costoso – dice Federico Oliveri, coordinatore cittadino di Rifondazione comunista -, che ha suscitato nella popolazione dubbi e preoccupazioni, acuite dalle opache procedure di autorizzazione del procedimento e dalla carenza di momenti di confronto pubblico che l'amministrazione comunale non ha mai promosso. Con il confronto con i comitati e i cittadini si potevano chiarire le competenze dei soggetti coinvolti, sottoporre a verifica i punti controversi e individuare eventualmente procedure alternative».
Il Prc contesta anche le procedure di autorizzazione del processo che hanno dato il via libera allo scarico delle acque trattate nel Canale dei Navicelli.
«L'allarme poteva essere ridotto se lo scarico e l'intera fase di smantellamento del reattore fosse stata sottoposta a un procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via) – continua Oliveri - e facendo precedere ogni fase da adeguata informazione e discussione pubblica. Inoltre, dal momento che attraverso il Canale dei Navicelli le acque trattate entreranno nel sito di interesse comunitario della Selva Pisana, la procedura andava sottoposta alla Valutazione di incidenza ambientale prevista per questo tipo di aree. Per garantire in futuro la massima informazione e partecipazione, chiediamo che il tavolo attivato presso la Prefettura con le autorità competenti e aperto alla stampa, veda la partecipazione di delegati dei cittadini, di comitati e di esperti indipendenti: un tavolo – conclude Oliveri - per confrontare i dati delle acque prima e dopo il trattamento, estendere l'analisi all'acqua marina e potabile e organizzare periodiche assemblee aperte alla cittadinanza in cui discutere risultati e fasi successive del procedimento».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google