Il Tirreno

Pisa

La storia di Andrea che ritrova il sorriso con gli autisti dei bus

di Danilo Renzullo
La storia di Andrea che ritrova il sorriso con gli autisti dei bus

Pisa: disabile mentale, sta meglio da quando è diventato l’amico dei dipendenti Ctt Nord. Con loro la festa di compleanno

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PISA. Rifiuta le cure del centro riabilitativo, viene “adottato” dagli autisti della Ctt Nord e ritrova il sorriso. Andrea Barbieri ha compiuto 47 anni lo scorso lunedì, ma ai festeggiamenti ha preferito imbracciare la bandiera del sindacato e partecipare alla manifestazione, convocata nel giorno dello sciopero del trasporto pubblico locale, accanto ai dipendenti della Ctt Nord impegnati nella difficile vertenza sui contratti integrativi. Andrea non è un autista né un dipendente dell'azienda di trasporto pubblico. Negli anni è diventato però la “mascotte” dei dipendenti ex Cpt, che lo hanno aiutato a socializzare e a ritrovare il sorriso dopo anni di cure che non gli hanno portato alcun beneficio. Un'amicizia nata nei locali del personale della Ctt Nord in piazza della Stazione e suggellata ieri con una festa per il suo 47° compleanno. L'abbraccio di una trentina tra autisti e dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico è stato il suo regalo speciale.

Andrea ha un deficit mentale, conseguenza di un'ischemia cerebrale che lo ha colpito alla nascita. All'età di tre anni i genitori si rendono conto che c'è qualcosa che non va: non parla, non agisce come un bambino “normale”. Gli viene diagnosticato un ritardo mentale. Inizia il travaglio delle cure. Un nuovo trauma lo colpisce a 25 anni: la perdita della madre. Da Lucca, sua città natale, si trasferisce a Pisa insieme alla sua famiglia. Il padre Lanfranco, 79enne medico radiologo in pensione, circa dieci anni fa lo affida alle cure di un istituto. Andrea però è insofferente, rifiuta i trattamenti del centro, che basa le attività riabilitative soprattutto su laboratori di falegnameria e meccanica. Dopo qualche anno inizia a frequentare assiduamente i locali dell'ex Cpt in piazza della stazione. Un uomo schivo all'inizio, poco socievole, che viene comunque accolto dal personale perché buono e «non dava fastidio».

01-A_WEBDopo un po' di tempo, anche su spinta degli autisti, Andrea inizia a integrarsi e a socializzare. Da anni trascorre quasi l'intera giornata con gli autisti, frequentando per due mattine a settimana il centro di riabilitazione.

Con il suo abbonamento, ogni giorno gira più volte la città e a bordo degli autobus dispensa informazioni e aiuta le persone in difficoltà a salire o a sedersi. «In poco tempo è diventato uno di noi - dicono gli autisti della Ctt Nord - All'inizio non parlava neanche, pian piano si è aperto e adesso partecipa anche ai nostri problemi. L'aspetto più sorprendente è che dopo anni di frequentazione abbiamo notato un cambiamento e un notevole miglioramento. È un bravo ragazzo e noi lo accogliamo volentieri».

Il suo desiderio era festeggiare il compleanno insieme a quella che, nel corso degli anni, è diventata la sua seconda famiglia. Il padre ha organizzato una festa e gli autisti e i dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico lo hanno accolto nei piccoli locali di piazza della Stazione con festoni e un lauto buffet. «Con loro – dice Lanfranco Barbieri – Andrea riesce a condurre una vita felice: questa è diventata la sua cura. Nel tempo ha acquisito notevoli capacità soprattutto temporali e spaziali e abbiamo notato miglioramenti a livello cerebrale. La vita di mio figlio è la dimostrazione che spesso la psichiatria e le medicine non bastano, ma serve invece rendere partecipi queste persone, inserirle in ambienti a loro consoni e affiancarle a persone che le accolgono e fanno loro condurre una vita normale e serena».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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