Italia
La storia di Andrea che ritrova il sorriso con gli autisti dei bus
Pisa: disabile mentale, sta meglio da quando è diventato l’amico dei dipendenti Ctt Nord. Con loro la festa di compleanno
PISA. Rifiuta le cure del centro riabilitativo, viene “adottato” dagli autisti della Ctt Nord e ritrova il sorriso. Andrea Barbieri ha compiuto 47 anni lo scorso lunedì, ma ai festeggiamenti ha preferito imbracciare la bandiera del sindacato e partecipare alla manifestazione, convocata nel giorno dello sciopero del trasporto pubblico locale, accanto ai dipendenti della Ctt Nord impegnati nella difficile vertenza sui contratti integrativi. Andrea non è un autista né un dipendente dell'azienda di trasporto pubblico. Negli anni è diventato però la “mascotte” dei dipendenti ex Cpt, che lo hanno aiutato a socializzare e a ritrovare il sorriso dopo anni di cure che non gli hanno portato alcun beneficio. Un'amicizia nata nei locali del personale della Ctt Nord in piazza della Stazione e suggellata ieri con una festa per il suo 47° compleanno. L'abbraccio di una trentina tra autisti e dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico è stato il suo regalo speciale.
Andrea ha un deficit mentale, conseguenza di un'ischemia cerebrale che lo ha colpito alla nascita. All'età di tre anni i genitori si rendono conto che c'è qualcosa che non va: non parla, non agisce come un bambino “normale”. Gli viene diagnosticato un ritardo mentale. Inizia il travaglio delle cure. Un nuovo trauma lo colpisce a 25 anni: la perdita della madre. Da Lucca, sua città natale, si trasferisce a Pisa insieme alla sua famiglia. Il padre Lanfranco, 79enne medico radiologo in pensione, circa dieci anni fa lo affida alle cure di un istituto. Andrea però è insofferente, rifiuta i trattamenti del centro, che basa le attività riabilitative soprattutto su laboratori di falegnameria e meccanica. Dopo qualche anno inizia a frequentare assiduamente i locali dell'ex Cpt in piazza della stazione. Un uomo schivo all'inizio, poco socievole, che viene comunque accolto dal personale perché buono e «non dava fastidio».
Dopo un po' di tempo, anche su spinta degli autisti, Andrea inizia a integrarsi e a socializzare. Da anni trascorre quasi l'intera giornata con gli autisti, frequentando per due mattine a settimana il centro di riabilitazione.
Con il suo abbonamento, ogni giorno gira più volte la città e a bordo degli autobus dispensa informazioni e aiuta le persone in difficoltà a salire o a sedersi. «In poco tempo è diventato uno di noi - dicono gli autisti della Ctt Nord - All'inizio non parlava neanche, pian piano si è aperto e adesso partecipa anche ai nostri problemi. L'aspetto più sorprendente è che dopo anni di frequentazione abbiamo notato un cambiamento e un notevole miglioramento. È un bravo ragazzo e noi lo accogliamo volentieri».
Il suo desiderio era festeggiare il compleanno insieme a quella che, nel corso degli anni, è diventata la sua seconda famiglia. Il padre ha organizzato una festa e gli autisti e i dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico lo hanno accolto nei piccoli locali di piazza della Stazione con festoni e un lauto buffet. «Con loro – dice Lanfranco Barbieri – Andrea riesce a condurre una vita felice: questa è diventata la sua cura. Nel tempo ha acquisito notevoli capacità soprattutto temporali e spaziali e abbiamo notato miglioramenti a livello cerebrale. La vita di mio figlio è la dimostrazione che spesso la psichiatria e le medicine non bastano, ma serve invece rendere partecipi queste persone, inserirle in ambienti a loro consoni e affiancarle a persone che le accolgono e fanno loro condurre una vita normale e serena».
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