La manifestazione
Due cuori, una capanna e... un contratto
Il consiglio del notariato presenta i patti di convivenza utili per le coppie di fatto: etero e omosessuali
PISA. Il massimo dell'amore romantico sognato per una vita? Due cuori e una capanna, senza vincoli, senza sindaco con la fascia, chiese e costose cerimonie. Io e te, senza carte firmate, per sempre. Già. Ma se succede qualcosa a chi va la capanna e tutto il resto?
Il quesito provano a scioglierlo i notai che, in totale assenza del legislatore, hanno messo a punto una soluzione utile per le coppie di fatto, etero ed omo, sempre più in aumento nel nostro paese, dove i matrimoni colano a picco (-5% nel 2010) e le convivenze effettive, more uxorio, sono raddoppiate dal 2007 al 2011, passando da cinquecentomila ad un milione. Basandosi sulle leggi esistenti e su sentenze che fanno giurisprudenza, il consiglio nazionale del notariato, continuamente alle prese con quella che ormai è una emergenza sociale, ha proposto "contratti di convivenza" che potranno d'ora in poi regimentare non già fedeltà o successioni, ma gli interessi di natura patrimoniale fra due persone che si amano. Questi contratti verranno pubblicizzati sabato prossimo, in tutti i consigli notarili italiani, in una sorta di open-day riservato alle coppie di fatto e diviso in due fasi: una prima parte di carattere informativo, una seconda di consulenza e preventivi, ambedue gratuiti, sui singoli casi.
L'iniziativa a Pisa è stata presentata ieri mattina, nella sede del consiglio distrettuale, dal presidente pisano dei notai, Barbara Bartolini, alla presenza di alcuni colleghi, dell'assessore Marilù Chiofalo (per il Comune), del presidente del tribunale, Salvatore Laganà, e di un funzionario della prefettura.
«Vengono da noi magari per acquistare una casa - racconta il notaio Bartolini - e scoprono all'improvviso che, se fossero sposati, avrebbero diritto a una lunga serie di agevolazioni e sgravi fiscali che diversamente non possono avere. Quando si chiede loro perché non si sposano, soprattutto in assenza di particolari convinzione antinozze, nella maggior parte dei casi dicono che non hanno avuto tempo, che lo faranno, che rimandano e così via».
Da qui la necessità di disciplinare una materia che nella maggior parte degli Stati europei è già stata regolamentata da anni e che vedrebbe al palo solo l'Italia. I contratti proposti dai notai disciplinano dunque soprattutto diversi aspetti economici relativi alla convivenza nelle famiglie di fatto. Niente a che vedere con la lista delle unioni civili; i contratti di convivenza si rifanno a direttive privatistiche e regolano gli interessi di natura patrimoniale. Persone legate da vincoli affettivi stabili che non possono (magari perché già coniugate) o non vogliono (per convinzione) contrarre matrimonio, possono accordarsi sui loro beni, le spese comuni, l'obbligo di mantenimento del convivente più debole, l'assistenza in caso di malattia designando un amministratore di sostegno, tutti diritti e doveri che non possono essere contenuti in scritture private ma hanno bisogno di atti pubblici. Il contratto può sciogliersi, con diritto di recesso da ambedue le parti, a fine relazione o in caso di inadempimenti. Il costo? Ovviamente varia a seconda delle situazioni e delle problematiche di cui si discute.
Sabato la sede del consiglio, in via Trieste 35, è aperta dalle 9 alle 13 a dalle 15 alle 19 (telefono 05042244).
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