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Pisa

Consorzi di Bonifica, il voto fantasma

Consorzi di Bonifica, il voto fantasma

Chiamata alle urne per 200.000 persone nel disinteresse generale. Pochi anche i politici nelle liste del Basso Valdarno

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PISA. Domenica dalle 8 alle 20 si vota per eleggere i 15 membri del nuovo consorzio di bonifica “Basso Valdarno” che per la prima volta fonde i tre precedenti: “Ufficio dei Fiumi e Fossi” di Pisa, “Val d’Era” di San Miniato e “Padule di Fucecchio”.

È stata la legge regionale n. 79/2012 a riorganizzare e rinnovare la suddivisione del territorio toscano, che è stato suddiviso in sei comprensori. Quello in cui si trova Pisa è il numero 4 e raggruppa circa 220mila consorziati (in pratica residenti e maggiorenni nel territorio), più di 205mila ettari di superficie, 1760 fossi e canali in 58 comuni di sei diverse province. In tanti si chiedono a cosa servano questi consorzi, di cui ci ricordiamo quando arriva la quota annuale da pagare (intorno a maggio) e negli anni delle elezioni: ebbene, un ente di bonifica garantisce il servizio per la tutela e la regimazione delle acque di pianura e di collina, per migliorare le condizioni del territorio e salvaguardarlo.

Esiste una pianificazione della manutenzione, un servizio di controllo e gli interventi straordinari da eseguire sui corsi d’acqua e sulle opere idrauliche consortili. Per dare meno l’impressione di baraccone e tutelare la sua funzione preziosa, ecco che il riordino dei consorzi sancirà una rivoluzione.

In tutti e sei i comprensori saranno eletti 15 membri del consiglio e altri 11 saranno nominati dagli enti: in quello del “Basso Valdarno” i posti politici sono a carico rispettivamente di Regione (1), Province (3), Comuni (6) e Comuni montani (1). I membri elettivi sono scelti dai cittadini in regola coi tributi, i quali possono recarsi al seggio muniti di un documento di identità. Sulla lettera ricevuta a casa ci sono tutte le istruzioni; in ogni caso basta andare sul sito www.bassovaldarno.it per trovare con una semplice ricerca il proprio punto elettorale.

Si presentano tre liste: “Insieme per amministrare l’acqua e la terra”, “Territorio e palude” e “Nuova bonifica”. La prima è rappresentata in tutte e tre le sezioni in cui è suddiviso il consorzio numero 4, mentre le altre due sono sulla scheda delle sole sezioni 1 e 2. I capolista sono rispettivamente Marco Monaco, Daniele Bettarini e Samantha Fogli (sezione 1); Tiziana Mariotti, Massimo Alamanni e Luca Scarselli (sezione 2); Ginevra Pesciolini Venerosi (nella 3). Monaco è il presidente uscente dell’Ufficio Fiumi e Fossi di Pisa e va detto che è uno dei pochi politici presenti o consiglieri in cerca di conferma: contrariamente alla media del resto della Toscana e alla vulgata popolare, almeno nel futuro “Basso Valdarno” non ci saranno i cosiddetti trombati e/o riciclati. Resta il fatto che quasi un milione e mezzo di toscani sono chiamati alle urne domenica per un’elezione di cui pochi percepiscono l’utilità: servono davvero così tante persone per salvaguardare un territorio? Oppure non sarebbe più opportuno affidare questa missione ai tecnici? L’affluenza alle urne è stata sempre molto bassa in passato (anche sotto il 10%); vedremo presto se questa riforma è percepita come valida.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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