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Istituto di vulcanologia lo stallo non si sblocca

Istituto di vulcanologia lo stallo non si sblocca

PISA. Un incontro a Roma, al ministero dell’Istruzione, per cercare di sciogliere il preoccupante nodo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Ma le risposte ancora non sono...

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PISA. Un incontro a Roma, al ministero dell’Istruzione, per cercare di sciogliere il preoccupante nodo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Ma le risposte ancora non sono arrivate. In ballo ci sono 9 milioni di euro, la cifra per la quale l’Ingv si è impegnata (sottoscrivendo un preaccordo) ad acquistare un’ampia porzione della Sesta Porta, il complesso che Pisamo, e quindi il Comune - attraverso la società Sviluppo Pisa srl - sta finendo di costruire in via Battisti. L’operazione è complessivamente da 17 milioni di euro, si capisce bene dunque perché è importante che l’intesa con l’Ingv venga rispettata.

Il problema è che l’Istituto ha congelato quell’accordo motivandolo con esigenze di spending review, di contenimento della spesa. L’Ingv avrebbe dovuto pagare a stati di avanzamento dei lavori, ma ha saltato le prime rate per un totale di circa 3 milioni di euro. Così è scattata l’ingiunzione di pagamento, ma la situazione è bloccata. E l’amministrazione comunale non vorrebbe proseguire ulteriormente lungo la strada del contenzioso, che potrebbe dilatare i tempi lasciando quel pesante interrogativo da 9 milioni sulla Sesta Porta.

Dell’incontro avvenuto nei giorni scorsi ha parlato il sindaco Marco Filippeschi in apertura del consiglio comunale di ieri. Ha sottolineato che «il Comune è in buonafede» e che l’Igv «è venuto meno ad un accordo». L’Istituto ha confermato nell’occasione che «ha la necessità di concentrare le sue tre strutture di Pisa in un’unica sede». Questa dovrebbe essere una motivazione forte per non cancellare l’interesse per la Sesta Porta. Da Roma però non sono ancora giunti nuovi segnali. «Vediamo che sviluppi ci possono essere», dice il sindaco senza aggiungere altro. Filippeschi ha ribadito che il Comune è disponibile a rivedere l’intesa al ribasso. Ma non troppo rispetto ai 9 milioni pattuiti. (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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