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Imu: 2,3 milioni di euro scippati al Lungomonte

Imu: 2,3 milioni di euro scippati al Lungomonte

Doccia fredda per i Comuni di San Giuliano Terme, Vecchiano e Calci Parte delle tasse pagate dai pisani sarà versata nel Fondo di solidarietà

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SAN GIULIANO. Oltre 1 milione di euro dal comune di San Giuliano Terme giungerà entro fine anno nelle casse del Fondo di Solidarietà comunale italiano; 992 mila euro circa verranno versati dal comune di Vecchiano e 350 mila euro circa dal comune di Calci. Che significa? Parte dell’Imu pagata dai cittadini dei tre comuni verrà versata ad altri comuni.

La notizia arriva nei primi giorni di novembre ai sindaci, come affermano Panattoni, Possenti e Lunardi, a pochi giorni dalla chiusura del bilancio preventivo per il 2014: il governo italiano con il meccanismo del Fondo di solidarietà, che sostituisce i vecchi trasferimenti statali ormai finanziati dai singoli comuni e non più dallo Stato, preleverà in sostanza somme ingenti previste ad alimentare il Fondo che ridistribuisce le risorse tra i comuni, sulla base dell’imposta municipale sulla seconda casa e le attività produttive (IMU).

Queste somme, di fatto riscosse dalle casse di 104 su 287 comuni toscani, tra cui San Giuliano, Vecchiano e Calci, sono il risultato di un calcolo algebrico tra la quota Imu 2013 versata dai comuni meno il residuo del vecchio fondo di riequilibrio. “Qualsiasi logica si voglia applicare a questi calcoli, risulta inappropriata” così dice il sindaco Panattoni di San Giuliano. “Anche noi vorremmo capire qual è il criterio per cui si toglie ad un comune per dare ad un altro, viste le difficoltà di tutti”. Lunardi, sindaco di Vecchiano ribatte “Si potrebbe ipotizzare unicamente che il territorio che ha una minore evasione fiscale deve dare a quelli che ne soffrono maggiormente – continua- perché di maggiori ricchezze non si può parlare”. Possenti sindaco di Calci ricorda che in nome del risparmio delle risorse egli stesso non ha una segreteria né un addetto stampa, tantomeno un mezzo di servizio: “Ma con questi – spiega Possenti - che non sono tagli ma quasi prelievi forzosi, si toglie dignità all’autonomia di una istituzione che è rimasta l’unica certezza per i cittadini: il proprio comune”.

I tre sindaci assicurano all’unisono che l’unico settore a risentire di questi tagli governativi sarà quello degli investimenti in opere pubbliche o di manutenzione di quelle già esistenti, ma che i comparti educazione-scuola e sociale non verranno toccati. Vecchiano aumenterà l’Imu sulla seconda casa di 1 punto. “Verrà meno la qualità della gestione del territorio” chiarisce Possenti. Una profonda insoddisfazione esprimono i tre sindaci che annunciano presto un appello al governo italiano insieme ad altri sindaci dei comuni della provincia pisana.

Monia Badalamenti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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