Il dolore
«Rivogliamo i nostri diritti e i soldi»
Sciopero e corteo dei dipendenti della Ctt Nord. Filippeschi incontra i sindacati, i Cobas invitano a fare «come a Genova»
PISA. Rivendicano diritti e soldi, «quelli che – accusano - l'azienda ha cancellato con un colpo di spugna dopo anni di lotte e di conquiste sindacali». Ieri, circa duecento lavoratori pisani della Ctt Nord hanno manifestato per le vie del centro durante lo sciopero di 4 ore del trasporto pubblico locale proclamato da Cgil e Faisa-Cisal nelle province di Pisa e Livorno per protestare contro la disdetta dei contratti integrativi e l'applicazione dei contratti di secondo livello in vigore all'ex Clap di Lucca. Una manovra che secondo i sindacati riduce lo stipendio mensile di oltre 200 euro e «cancella altri istituti contrattuali che i lavoratori avevano ottenuto con anni di lotte». Dopo il concentramento in piazza Vittorio Emanuele i lavoratori hanno sfilato lungo Corso Italia e, giunti in piazza XX Settembre, sono rimasti a lungo in presidio sotto il Comune. Il sindaco Marco Filippeschi e l'assessore alla mobilità David Gay hanno ricevuto i sindacati che hanno chiesto una sospensiva dei contratti integrativi dell'ex Clap e la riapertura della trattativa con l'azienda, mentre il Comune auspica al più presto un'intesa. «È necessario un accordo tra Ctt Nord e sindacati – si legge in una nota di Palazzo Gambacorti - in coerenza con gli accordi regionali, affinché si possa tornare ad un clima più sereno e ad una cooperazione finalizzata ad un servizio di trasporto pubblico finora molto apprezzato ma che negli ultimi mesi ha registrato preoccupanti disservizi. Chiediamo all'azienda di consentire entro il prossimo mese una trattativa sindacale positiva, poiché l'attuale condizione nei rapporti di lavoro non è quella che gli enti proprietari hanno auspicato né era l'obiettivo dell'azienda e deve essere superata con un'intesa. Ai sindacati chiediamo di presentare al più presto una loro piattaforma affinché si possa lavorare per raggiungere entro l'anno un accordo soddisfacente nella difficile situazione che si deve affrontare».
Dopo l'incontro con l'amministrazione, i lavoratori hanno sfilato su Lungarno Gambacorti e via Mazzini fino al terminal dei bus in piazza Sant'Antonio dove si sono riuniti in assemblea. Solidarietà ai lavoratori giunge da Rifondazione comunista che invita gli «utenti, colpiti dai ritardi delle corse e dall'imminente aumento del biglietto, a fare fronte comune coi lavoratori per mantenere insieme la qualità del servizio pubblico e i diritti dei dipendenti» e chiede al Comune «di farsi parte attiva affinché lavoratori e utenti non siano penalizzati dalla nascita della Ctt Nord». Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro il Pd «che ha progressivamente svenduto un patrimonio ad un socio privato con la scusa della gara regionale voluta sempre dal Pd, operazione che non sarà indolore», mentre i Cobas invitano a seguire «l'esempio di Genova», dove i dipendenti del trasporto pubblico con uno sciopero a oltranza hanno paralizzato la città per 5 giorni. I dipendenti della Ctt Nord si fermeranno nuovamente il prossimo 5 dicembre nell'ambito di uno sciopero regionale di 4 ore del trasporto pubblico locale.
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