Attenzione
Anche la golena d’Arno entra nella lista
Il Comune chiede allo Stato diverse proprietà tra le quali il viale delle Piagge, lungarno Guadalongo, il sedime del trammino
PISA. Non solo il viale delle Piagge e il lungarno Guadalongo, ma anche la golena d’Arno lungo il viale D’Annunzio. E poi la polveriera al Cep e l’ex depositivo di carburanti. E’ fatta di 33 immobili o aree l’elenco che la giunta comunale presenta oggi al consiglio. E’ una sorta di lista della spesa nell’ambito del federalismo demaniale, secondo quanto previsto dal decreto del Fare. Ovvero beni dello Stato che possono passare ai Comuni praticamente a titolo gratuito. O, nei casi in cui questi danno un introito (canoni, affitti e altro), la cifra viene stornata dai trasferimenti. Un saldo zero. All’elenco ha lavorato l’assessore al patrimonio Andrea Serfogli e ora la discussione arriva in consiglio.
Le modalità. Palazzo Gambacorti deve inviare la lista all’Agenzia del Demanio entro sabato prossimo. La richiesta viene firmata dal sindaco. Entro sessanta giorni agli enti locali giungerà la risposta richiesta per richiesta. In caso negativo si può fare ricorso. I responsi positivi devono essere riportati all’attenzione del consiglio comunale per il nullaosta definitivo. L’attribuzione dei beni è gratuita, poi dopo tre anni il Demanio effettuerà un monitoraggio: se i beni dovessero risultare inutilizzati, lo Stato se li riprenderà. Gli stessi beni possono anche essere affittati o venduti da parte del Comune, ma con il 25 per cento del ricavato da girare allo Stato come ammortamento del debito pubblico.
Conferme. Scorrendo l’elenco si trovano dunque le aree verdi a fianco del viale delle Piagge, ma anche il lungarno Guadalongo compreso il suo prolungamento fino a La Cella. E poi palazzo Mosca, sede degli uffici del consiglio comunale e dello stato civile; l’ex Casa del Fascio in via Lucchese, che ospita l’asilo nido “Isola delle Farfalle”; terreni e sede stradale lungo l’acquedotto di via Parini; i giardini pubblici “Solarino” di fronte al carcere Don Bosco; il parco di via delle Trincere; la porzione dell’ex alveo del canale dei Navicelli che dalla curva dell’Incile arriva al Sostegno.
Golena e polveriera. Fin qui un elenco che è soprattutto una conferma delle prime intenzioni della giunta che erano circolate. Un dubbio importante che è stato risolto è quello relativo all’ex polveriera che si trova al Cep: è stato deciso di chiederne la proprietà e, in questo caso, i locali potrebbero poi ospitare servizi di quartiere e housing sociale. Ancora più “pesanti” altre due conferme. Una riguarda i terreni del sedime dell’ex trammino, dalla città al litorale: una parte è già destinata a pista ciclabile. La seconda è relativa agli spazi di golena d’Arno, lungo il viale D’Annunzio, che ancora non sono comunali. Questa richiesta si lega direttamente all’obiettivo della giunta di trasformare la golena da semplice approdo a porto turistico, attraverso un formale riconoscimento regionale e nazionale; ciò passa anche dal piano di riqualificazione in discussione con Provincia e Parco.
Le novità. Ci sono poi una serie di novità. Si comincia dall’ex deposito carburanti in zona Aurelia, dove ci sarà uno dei parcheggi scambiatori a servizio del People Mover, la navetta stazione-aeroporto. E ancora il campo sportivo Santa Marta, che resterà tale, mentre le aree più vicine alle mura rientreranno nel progetto dei camminamenti. L’ex caserma della guardia di finanza sul viale D’Annunzio. L’area tra via Betti e via Nenni nei pressi della caserma della guardia di finanza. L’ex canonica della chiesa del Santo Sepolcro, in lungarno Galilei. I terreni di via del Brennero a largo del Parlascio (potrebbe venirci un piccolo parcheggio). Le aree nei pressi del Bastione Sangallo, al Giardino Scotto. I terreni a Coltano intorno alla Stazione Marconi, dove ci sono vecchie strutture per le trasmissioni.
Caso Logge. Un caso a parte è quello delle Logge di Banchi: nell’elenco dovrebbero essere presenti, ma essendo ancora in uso governativo (Archivio di Stato) difficilmente verranno concesse. Ma è un modo per tenere aperta questa partita.
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