Proteste
«Rifiuti, domande senza risposta»
La lista “Una città in comune”: non convince l’annuncio del porta a porta
PISA. «Abbiamo sempre sostenuto che la raccolta porta a porta è necessaria per dare sostanza alla sostenibilità di cui spesso si parla, e per raggiungere gli standard richiesti dalla normativa e già raggiunti da altri Comuni del nostro territorio. Accogliamo quindi con soddisfazione la conferma che l'amministrazione pisana voglia provare a colmare il ritardo storico che ha accumulato dopo che, nel 2007, è tornata indietro sulla scelta del "porta a porta" (PaP)». Lo afferma Marco Barbato di Una città in comune. E poi aggiunge: «Le intenzioni esposte dall'assessore Sanzo lasciano però degli interrogativi e pongono dei problemi a cui è necessario rispondere per assicurare che la raccolta PaP sia implementata con successo. Ad oggi ottime esperienze sono state realizzate anche vicino a noi o in città di dimensioni simili a Pisa, esperienze da cui si può attingere. Inoltre Pisa aveva già sperimentato il PaP e Geofor ha già pratica di raccolta porta a porta. Perché quindi si prevede una messa a regime del servizio così lenta? E' davvero necessario impiegare oltre due anni per arrivare all'applicazione su tutto il Comune? E intanto i cittadini pisani continuano a pagare l'eco-tassa per il mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata previste dalla normativa, grazie alle scelte portate avanti fino ad oggi. Perché poi fare un "test" (di ben 8 mesi) a Ospedaletto, che non è un quartiere rappresentativo della città per densità abitativa? Perché poi escludere il Centro Storico?».
« Inoltre - prosegue Barbato - ci sembra di capire che non ci sia un piano vero e proprio, visto che in consiglio comunale non è stato presentato neanche un piano finanziario. Per evitare le brutte esperienze del passato, crediamo che sia necessario, invece di andare allo sbaraglio con generici annunci, presentare un piano completo e articolato che comprenda i tempi e le modalità della raccolta, un piano finanziario, un piano di comunicazione e un piano di riduzione della produzione di rifiuti, con obiettivi e risultati attesi».
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