Il Tirreno

Pisa

Fedelissimi e new entry, tutti ad applaudire

Fedelissimi e new entry, tutti ad applaudire

I sindaci Filippeschi (in fase di ascolto) e Cosimi in prima fila. E c’è chi conosce già a memoria le battute

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PISA. Matteo Renzi all’hotel B & B di Ospedaletto entra da star: il 16 ottobre 2012 all’Isola Verde spaccò il secondo, ieri ha ritardato di 12 minuti e ha chiesto scusa, almeno di questo gli va dato atto. Al sindaco di Firenze piace controllare tutto. Davanti all’ingresso chiama il tecnico: «Fai partire la musica! Non va? Ok, almeno il video, quello è l’importante». Non funziona neppure quello ma non se ne accorge nessuno: nel percorso dalla porta al parco è osannato da due ali di gente. Renzi cerca il bagno di folla, si ferma a firmare autografi e stringe le mani a tutti: «Ciao Guido, come stai?», «Ciao Chiara come stai?» e così via. L’uomo è un videoregistratore vivente, parla in tutti i luoghi in cui può fisicamente andare e dice sempre le stesse cose. In sala un ragazzo che lo conosce bene, anticipa di qualche secondo le battute del rottamatore e una signora seduta in seconda fila gli chiede: «Ma come fa?». La risposta: «Ormai lo conosco a memoria», causando un velo di delusione nella donna. I 480 posti a sedere sono esauriti e un altro centinaio di persone resta in piedi. Tra i big si notano Gelli e Mazzeo (fan della prima ora) con le new entry: Capuzzi, Sanzo, Viale, Zappacosta, Forte. Ci sono i vertici del partito, Nocchi e Ferrante, mentre una dirigente si avvicina e chiede di non essere citata: «Dovevo venire, ma non sono renziana». Ci sono tantissimi altri esponenti del Pd e solo due bandiere del partito, più i sindaci di Pisa (Filippeschi, che ascolterà tutti i candidati prima di decidere) e a sorpresa di Livorno: Cosimi specifica che dopo i 101 che hanno tradito Prodi ha «firmato per un percorso di cambiamento». E sul palco, durante il suo one man show Renzi, cita il tradimento di Prodi nei due governi del 1996 e 2006, ma non quello per il Quirinale; qualcuno a mezza bocca in platea: «Vuol dire che tra i 101 c’erano anche i suoi». Ma sono dettagli: il copione prevede battute a raffica, il giochino del dialogo col pubblico («Da quant’è che sentite parlare di riforme?»; e la gente risponde: «Eh…») e tanti video divertenti. Un fuori programma lo regala un pisano quando Renzi parla di come gli altri abusino della parola “ripresa”: «Sì, ripresa di ’ulo» si sente da fondo sala. Il sindaco si compiace: «Quando siamo in Toscana ce ne accorgiamo». Risate.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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