Il Tirreno

Pisa

Hanno vinto la causa ma lo stipendio non c’è

di Pierluigi Ara
Hanno vinto la causa ma lo stipendio non c’è

Rifondazione comunista attacca: «Il Comune deve risolvere la situazione dei lavoratori della piscina che hanno il diritto a essere riassunti dall’Ati»

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SAN GIULIANO. Hanno avuto ragione. Il tribunale di Pisa ha riconosciuto i loro diritti. I sei lavoratori della piscina comunale però ora vivono giornate d’ansia. Non sanno infatti se e quando potranno riscuotere lo stipendio. Una situazione critica, la loro. Interviene sulla vicenda Rifondazione comunista. Insieme a Gilberto Vento, leader storico della sinistra del lungomonte pisano, in prima linea con altri soggetti politici, Andrea Vento, che è il segretario sangiulianese della sinistra radicale, sollecita il sindaco Paolo Panattoni chiedendo il suo immediato interessamento perché i lavoratori possano vedersi pagate al più presto le spettanze. Un caso, comunque lo si consideri, piuttosto complesso.

Giovedì 13 novembre è stata emessa la sentenza relativa alla causa che i sei lavoratori avevano sporto contro la Ati, l’associazione temporanea d’impresa (che si era aggiudicata il bando di gara per la gestione della piscina), il Comune di San Giuliano e Geste, che è stato gestore temporaneo dell’impianto. Ai lavoratori, che hanno vinto la causa, dovranno essere corrisposte, da parte di Ati, tutte le mensilità arretrate.

«L’oggetto della sentenza rappresenta motivo di grande soddisfazione per i lavoratori e il sindacato che li ha seguiti – commenta Rifondazione – rappresenta di contro una sonora bocciatura per l’amministrazione comunale sebbene essa non sia chiamata né all’esborso economico né al reintegro dei lavoratori. Infatti, in vista del bando, c’era la promessa di garantire la continuità occupazionale e a questo proposito era stato sottoscritto un accordo sindacale che prevedeva il lavoro da parte del nuovo gestore. Questo accordo era recepito anche dal bando di gara per l’assegnazione del servizio. Non è avvenuto il controllo necessario e indispensabile e, nella fase di passaggio della gestione ad Ati, non si è saputo imporre la volontà perché i sei lavoratori fossero assunti. A questo punto auspichiamo che la giunta Panattoni si faccia garante dell’effettivo rimborso degli stipendi dovuti e dell’effettiva assunzione dei lavoratori in Ati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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