La manifestazione
Commercianti in rivolta «Oscurati dai gazebo»
Alcuni negozianti di Corso Italia protestano per la sistemazione dei banchetti «Le attività rimangono nascoste a chi passa dal lato opposto della strada»
PISA. Con l’avvicinarsi del periodo natalizio Pisa si veste a festa.
Ma i commercianti di Corso Italia, quelli compresi nel tratto che va da piazza Vittorio Emanuele a via Pascoli (lato Sant’Antonio), non hanno molta voglia di festeggiare.
«Come ogni anno sono stati montati diversi gazebo in questo tratto di strada – spiega Antonella Giuntoli, titolare del negozio “Stramberie” –. Il problema è che quest’anno, diversamente dalle altre volte, i “banchetti” si trovano al centro della strada e non più a ridosso delle banche sul lato opposto ai nostri negozi. In questo modo Corso Italia è letteralmente diviso in due e le nostre attività rimangono nascoste a tutte le persone che passano sul alto opposto della strada».
Pollice verso anche da parte di Confcommercio: «Lo spettacolo dei mercatini di Natale è uno spettacolo indecoroso. Su 22 banchi istallati, soltanto uno di essi vende oggetti natalizi, un altro prodotti artigianali, il resto vende oggetti standard, che nulla hanno a che vedere con le festività natalizie. Gli accordi stipulati con il comune, non erano in ogni caso questi: era previsto che una parte di questi banchi sarebbero stati messi in piazza la Pera e solo un piccolo numero di essi sarebbe rimasto in Corso Italia».
Un problema che coinvolge una ventina di esercizi privati alcuni dei quali, per protestare contro quella che definiscono «l’ennesima violenza perpetrata dal Comune ai danni dei commercianti», ieri sera, in occasione della “Notte bianca”, hanno tenuto chiuse le loro attività.
«Già è un momento difficile per noi commercianti – dice Lara Bacciardi titolare del negozio Gallo Donna –. Per di più ci complicano la vita nell’unico periodo dell’anno in cui possiamo lavorare un po’ di più. Il Comune parla tanto decoro urbano, imponendoci che gli arredi sul suolo pubblico siano tutti di un certo tipo e di un certo colore, poi permette che succedano cose del genere».
La pensa allo stesso modo anche Teresa Terzi titolare dell’Ottica Italfoto. «Se questi banchetti vendessero almeno articoli natalizi – dice la Terzi – allora, forse, questa scelta un po’ di senso potrebbe ancora avercela. Peccato però che nella maggior parte dei casi i prodotti non hanno niente a che fare col periodo natalizio. Non pretendiamo di avere l’esclusiva del commercio nella strada principale della città – concludono – ma stavolta si è veramente superato il limite. Per le nostre attività paghiamo tutti gli anni al Comune un sacco di soldi; e anche l’illuminazione natalizia è stata finanziata da noi piccoli commercianti e non dagli ambulanti arrivati ora».
Tommaso Fabiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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