Italia
Cantieri, si alza il velo sui compratori
Capitali francesi e cinesi nella “Union Strong Marine Holding”: presentata un’offerta vincolante di 6,2 milioni di euro
PISA. Ci sono 6,2 milioni di euro sul tavolo delle trattative per comprare i Cantieri di Pisa. L’offerta, vincolata e garantita fino al 31 dicembre, è stata presentata al liquidatore del gruppo Baglietto, Federico Galantini, dalla Union Strong Marine Holding, sede legale in uno studio di commercialista in via Leonardo Da Vinci a Viareggio, costituita ad hoc con capitali francesi e cinesi per portare a termine l’operazione sulla quale ancora manca la firma ufficiale.
Dopo aver venduto il cantiere di La Spezia per 18,5 milioni al gruppo Gavio e aver firmato un accordo per quello di Varazze con la Baglietto Snc, società supportata a livello tecnico dai francesi, leader nel refitting, della "Monaco Marine", l’amministratore unico Galantini sta cercando di trovare una sistemazione definitiva anche per i Cantieri di Pisa in modo da completare la collocazione di quello che resta della Baglietto in concordato preventivo dal giugno 2010.
La proposta formalizzata dalla cordata franco-cinese prevede un versamento di 6,2 milioni di euro per comprare il marchio Cantieri di Pisa, lo stabilimento dei Navicelli e le tre imbarcazioni, ancora da ultimare.
Il ragionier Galantini, dopo una valutazione economica del progetto, sottoporrà a Comune e Provincia, oltre che ai sindacati, il piano della Unione Strong Marine. Il liquidatore della Baglietto firmerà a breve l’accordo con i sindacati per il rilancio industriale del cantiere, un passaggio necessario per agevolare la richiesta di cassa integrazione per ristrutturazione aziendale. Galantini sottolinea che l’offerta franco-cinese non è l'unica ricevua, ma è quella che contempla garanzie e prevede il recupero di tutti i dipendenti. I tempi per la chiusura vengono indicati entro la fine dell’anno. A meno che le istituzioni e le parti sociali pisane non abbiano da ridire sulla credibilità della holding di nuova costituzione e su chi la rappresenta nelle trattative, affidate a un imprenditore della nautica francese.
Incrociano le dita i 42 dipendenti della storica azienda, da oltre trenta mesi in assemblea permanente dentro la fabbrica e da tre anni prima in cassa integrazione straordinaria e poi in deroga.
Gianfranco Francese (Cgil) nei giorni scorsi ha chiarito che «Baglietto può sempre decidere se affidarsi alla cooperativa dei lavoratori o accettare l'offerta di un altro gruppo. Vediamo prima il piano industriale".
Dopo la firma dell'accordo con Galantini per ripartire con la produzione e la conclusione delle tre barche semilavorate sarà anche chiesto a Regione, Comune e Provincia di convocare il tavolo istituzionale per la crisi dei Cantieri di Pisa. In attesa dei futuribili prossimi proprietari franco-cinesi.
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