Il Tirreno

Pisa

Book Festival, 25.000 visitatori

di Luca Lunedì
Book Festival, 25.000 visitatori

Bilancio positivo nonostante le polemiche sul biglietto. Per l’anno prossimo si guarda al Nord Europa

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PISA. Viene archiviata come un successo l’undicesima edizione del Pisa Book Festival, tanto nei numeri che sotto l’aspetto prettamente culturale, che forse è quello più importante. I dati diffusi nei giorni scorsi infatti parlano di 25mila presenza registrate nei tre giorni della manifestazione con un limite di incertezza riguardante il venerdì, giorno in cui l’ingresso era rimasto libero e quindi difficilmente conteggiabile.

«Questo – spiega Lucia della Porta, direttrice del Book Festival - è un problema che si è posto per tutte le passate edizioni, l’ingresso libero ci permetteva di fare solo delle proiezioni ma mai di avere un dato accurato mentre da quest’anno possiamo veramente cominciare a conoscere il nostro pubblico».

Editori. 150 gli editori invitati in questa edizione e più degli altri anni, alle piccole ed indipendenti case editrici si sono affiancate le grandi major del settore che hanno scelto Pisa per effettuare alcuni lanci in anteprima nazionale. «Questo è un segnale molto importante che misura il valore del nostro Festival – continua la Della Porta – ormai siamo diventati un appuntamento nazionale al pari delle grandi fiere metropolitane. All’anima di editoria indipendente che ci ha sempre caratterizzato, adesso anche le grandi case editrici guardano a Pisa, penso a Fois e De Giovanni o a Malvaldi, in tutto 42 lanci editoriali in tre giorni».

Non è passata inosservata infatti la presenza del direttore editoriale di Feltrinelli e della direttrice del festival di Mantova. Accanto ai dati di ingresso, quello che più premeva era il dato di vendite. Qui si registra un sostanziale pareggio con lo scorso anno: «Ed è un dato positivo – commenta la direttrice Della Porta - in un momento in cui le librerie registrano un calo di vendite del 40%. Anzi non sono poche le case editrici che ci hanno contattato per ringraziarci e comunicarci che hanno venduto di più. Poi non bisogna dimenticare un aspetto: il contatto diretto fra case editrici e lettori permette alle prima di verificare se la linea editoriale scelta è veramente efficace o meno». Pur essendo ancora presto sembra infatti che ci sia un indice di conferme che si aggira intorno all’80%: «Molti – confida la Della Porta -si affezionano addirittura allo stand e vogliono lo stesso. Abbiamo un alto tasso di affezionati, penso per esempio a “Stampa Alternativa ” o a “Minimum Fax” o “Marcos y Marcos” che sono con noi addirittura dal primo anno».

Biglietto. Sicuramente la grande novità di quest’anno, che ha animato l’ultimo giorno della manifestazione e i dibattiti nei gironi successivi – è stata l’introduzione, per il sabato e la domenica, del biglietto. Un esperimento dal quale non sembra ci sia la volontà di tornare indietro e che sarà confermato anche per la prossima edizione: «Il prezzo modico – spiega la direttrice - e la possibilità di effettuare un abbonamento scontato per i due giorni, più la possibilità di uno sconto studenti e il fatto che il biglietto dava diritto ad uno sconto per la mostra di Palazzo Blu, sono tutte azioni che abbiamo messo in pratica per agevolare gli ingressi e penso che riusciremo a ribadirle l’anno prossimo». La protesta di alcuni gruppi studenteschi non hanno intaccato le convinzioni degli organizzatori: «Sono consapevole delle istanze di quegli studenti, abbiamo provato a stipulare una convenzione con il Dsu ma non è stato possibile, spero che il prossimo anno riusciremo a chiudere un accordo in questo senso».

Il prossimo anno. Quest’anno il Pisa Book Festival si è orientato sulla valorizzazione della figura del traduttore e ha scelto la Germania come paese ospite realizzando, grazie alla collaborazione del Goethe Institute, numerosi incontri sul tema. Si comincia già a pensare alla prossima edizione: verrà ampliata la sezione Junior, maggiore collaborazione con le scuole e per il paese ospite si guarderà ad un paese del nord-Europa: «Diciamo che dalla Germania saliremo ancora più sù».

Assegno di tesi. È in via di realizzazione il progetto di donare un assegno di tesi, in collaborazione con la facoltà di Economia & Management, allo studente che realizzerà la propria tesi sull’argomento Pisa Book Festival e la sua ricaduta economica sulla città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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