Il Tirreno

Pisa

Da Pisa 232 regali in volo per Lampedusa

di Giovanni Parlato
Da Pisa 232 regali in volo per Lampedusa

Saranno donati ai piccoli profughi, mentre i bambini delle scuole Toti e Santa Caterina scrivono a tutti loro una lettera

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PISA. Da Pisa a Lampedusa. Dagli alunni di due scuole pisane ai bambini e ragazzi in fuga di paesi martoriati. Dai banchi dove si legge e si studia al centro d'accoglienza dove si aspetta un foglio che possa regalare il sogno di una vita dignitosa. E fra loro, fra questi bambini, non c'è soltanto la terra e il mare, ma anche la solidarietà che prenderà la forma di 232 giocattoli accompagnati da una letterina scritta sia in italiano che in inglese.

«Organizzando il premio l'EroeMaiCantato abbiamo risparmiato 900 euro a cui se ne sono aggiunti altri mille. Così ci siamo posti la domanda come utilizzare al meglio questi soldi» dice la professoressa Rosanna Prato, direttore e anima del premio. Poi, un giorno, ecco in tv le immagini strazianti che raccontano dell'immane tragedia sulle acque davanti Lampedusa con centinaia di morti annegati, fra cui donne e bambini. «Ho guardato senza voltarmi - afferma Rosanna Prato - i gruppetti di profughi con cartelli contro l'indifferenza da cui si sentono circondati» e da qui, da un fatto reale, è partita l'idea di costruire un filo diretto con Lampedusa e, soprattutto, con quei bambini sopravvissuti.

L'assessore comunale Salvatore Sanzo ha fatto da tramite e Pisa si è potuta mettere in contatto diretto col dottor Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che da lunghi anni si prende cura della salute dei profughi. «È stato lui stesso - spiega Rosanna Prato - vista la nostra volontà di fare qualcosa, a suggerirci l'idea di spedire dei regali ai piccoli profughi che non hanno neanche un giocattolo».

L'organizzazione dell'EroeMaiCantato si è rivolta al negozio Gianfaldoni che, sulla spesa complessiva, ha praticato uno sconto di 380 euro reinvestiti in altri regali in modo da potere accontentare il maggior numero di bambini. E il dottor Bartolo aveva anche suggerito di regalare, per i più piccoli, un oggetto da potere carezzare, da tenere stretto per farsi compagnia, un oggetto concreto che potesse trasmettere l'affetto, qualcosa di raro per questi bambini. Per questo motivo, sono stati impacchettati molti peluche: cani, gattini, conigli, pinguini... e di svariate dimensioni. Così le due sorelle Gianfaldoni, Susanna e Chiara, insieme a Rosanna Prato e altre insegnanti, hanno scelto i regali: non solo peluche, ma anche palloni per i maschietti più grandi, lavagne su cui disegnare, strumenti musicali. Ogni regalo sarà accompagnato da una lettera. Gli autori della "letterina" saranno gli scolari di due classi delle scuole elementari "Toti" (nella foto in alto) e una del Santa Caterina, tutti in quinta. Le lettere saranno scritte sia in italiano che in inglese e, all’iniziativa parteciperà anche la scuola Capuana di Siculiana (in provincia di Agrigento) tra i finalisti del premio di quest’anno.

I regali partiranno per Lampedusa la prossima settimana e avranno come destinazione l'ambulatorio medico del dottor Bartolo. Sarà lui a donare i regali ai piccoli profughi e prima ancora leggerà un messaggio il cui testo sarà affisso in un cartello ben in vista. «Cari bambini e cari ragazzi - c’è scritto nel messaggio - avete lasciato i vostri Paesi dove non c'è vita per la speranza, per cercare in Europa un mondo diverso, un mondo migliore, ma ormai in tutto il nostro pianeta i bravi coltivatori di speranza tendono a scomparire.

Tocca a voi giovani modificare questo mondo, e - ricordate!- se vorrete essere dei bravi coltivatori di speranza dovrete tenervi sempre lontano dai cattivi esempi, e seguire solo gli uomini e le donne che sanno donarsi al mondo con coerenza e generosità». Firmato: L'EroeMaiCantato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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