Il Tirreno

Pisa

Rifiuti, il porta a porta parte da Ospedaletto

di Francesco Loi
Rifiuti, il porta a porta parte da Ospedaletto

Da febbraio sperimentazione nella zona industriale, da novembre 2014 il via nei quartieri: tra i primi Putignano e Riglione

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PISA. Si comincerà da Ospedaletto tra un paio di mesi. Quella zona, dove ci sono più aziende che case, farà da test per tutti i quartieri della città fuori dal centro storico. Sta per scattare l’operazione porta a porta nella raccolta dei rifiuti (per utenze domestiche e non domestiche). Una rivoluzione per Pisa, con effetti e problematiche tutte da scoprire. L’amministrazione comunale, di fronte a una raccolta differenziata che da anni non decolla, ha deciso di imboccare questa strada. «Vogliamo coprire il territorio con questo sistema in due anni», ha annunciato l’assessore all’ambiente Salvatore Sanzo al consiglio comunale. Nel centro storico invece è confermato il ricorso ai cassonetti interrati.

Gli obiettivi. La raccolta differenziata a Pisa è intorno al 39 per cento (altri due punti vanno aggiunti per inerti e biocomposter). L’obiettivo, per legge, sarebbe il 65% entro fine anno. Sarebbe perché nel collegato ambiente alla Legge di stabilità in discussione in Parlamento è contenuta la proposta di spostare il traguardo del 65% addirittura al 2020, mettendo invece un tetto al 35% per il 2014. Questo significherebbe per Pisa rispettare già ora le norme. Evidentemente il problema della raccolta differenziata riguarda in Italia tante (troppe) città. Tutto è legato, dunque, alle scelte del premier Letta. In particolare per evitare che scatti il pagamento dell’ecotassa.

I quartieri. «Dobbiamo cominciare con il porta a porta puntando ad ottenere una differenziata davvero di qualità», dice Sanzo. Per questo è stato stabilito un calendario per allargare a tutte le periferie il nuovo sistema di raccolta. Le date essenziali? Febbraio 2014: via al porta a porta nella zona di Ospedaletto. Novembre 2014: si comincia con Putignano, Riglione e Oratoio. Maggio 2015: conclusione della copertura. Tra novembre 2014 e maggio 2015, questa le sequenza dei quartieri interessati dal cambiamento: dopo Oratoio sarà la volta di Porta Fiorentina, Sant’Ermete, La Cella, Coltano. Quindi San Michele, San Biagio, Cisanello, Porta a Piagge, Don Bosco, Pratale, Pisanova, Porta a Lucca, Porta Nuova, I Passi, Gagno. Ultime tappe Barbaricina, Cep, San Piero a Grado, La Vettola, San Marco, San Giusto.

Il progetto. E’ la Geofor ad avere il compito di predisporre il progetto (i lavori sono a buon punto). Da quello si potrà capire quanto aumenteranno i costi del servizio (per fare il porta a porta servono più mezzi, più consumi di carburante e più personale). Il test nella zona di Ospedaletto farà comunque intuire l’indirizzo. Non sarà nemmeno semplice cambiare le abitudini dei cittadini (si pensi ai grandi condomini): il sistema comporta una serie di obblighi e attenzioni maggiori rispetto ai tradizionali cassonetti. «Metteremo in piedi un percorso di avvicinamento, ci vuole sicuramente un’assunzione di responsabilità da parte della città: non è banale - ammette Sanzo - passare dall’attuale sistema al porta a porta. Dovremo investire in informazione e comunicazione: siamo in molti a non essere consapevoli di come si fa una raccolta differenziata di qualità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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