Sicurezza
Morì dopo la rapina: fidanzati a giudizio
La vittima era la nonna di lei. Sì al rito abbreviato, no alla richiesta di sottoporre Andrea Correnti a perizia psichiatrica
LIVORNO. Sì al giudizio con rito abbreviato, ma niente perizia psichiatrica per Andrea Correnti, alias Rosalia, nato a Pisa dove risiede ancora la mamma, il giovane di 22 anni accusato insieme alla fidanzata Jessica Cavallini, 21, residenza formale in via della Bigattiera a San Piero a Grado, di aver rapinato provocandone la morte di Maria Orfeo, 83 anni. L’anziana era la nonna della Cavallini, che viveva con lei ad Antignano, dove è avvenuto il delitto e dove spesso dormiva anche il suo fidanzato Andrea. Il giovane (che per l’anagrafe è ancora Rosalia) è in attesa di un intervento per diventare uomo. Intanto è detenuto nel carcere femminile di Sollicciano. Ieri mattina in tribunale s’è svolta un’udienza davanti Antonio Pirato, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta, fatta dall’avvocato Nicola Giribaldi, che difende Correnti, di subordinare il giudizio con rito abbreviato a una perizia psichiatrica a cui sottoporre il suo cliente. Ma il giudice ha respinto la richiesta, stabilendo per i due imputati il processo immediato con rito abbreviato: l’appuntamento è fissato per il 22 gennaio.
Ieri all’udienza era presente Andrea Correnti, accompagnato in aula dalla scorta della polizia penitenziaria. E c’era anche Jessica Cavallini, insieme al suo legale Gianluca Sardi. Per l’accusa era presente il pubblico ministero Luca Masini, che ha condotto tutta l’indagine, svolta dalla squadra mobile della polizia. Fuori dall’aula invece c’erano i parenti della Cavallini, in primis la zia, sconvolta per la tragedia che ha colpito la famiglia. Nessuno dei familiari della vittima ha deciso di costituirsi parte civile.
Nel corso della discussione, avvenuta a porte chiuse, il giudice s’è espresso contro la perizia psichiatrica per Correnti. E poi s’è pronunciato sulla richiesta, avanzata dai due legali Nicola Giribaldi che rappresenta Andrea e Sardi che difende Jessica Cavallini, del giudizio con rito abbreviato. Richiesta che poi è stata accettata.
Nella precedente udienza, che c’è stata a metà luglio scorso, il pm Masini aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato per i due sulla base prove «troppo evidenti», come le aveva definite il magistrato, della loro colpevolezza. A incastrare Correnti era stata un’intercettazione telefonica registrata dopo la rapina. Nel corso di una telefonata di Andrea con sua madre, quest’ultima chiedeva al figlio spiegazioni sul ritrovamento, nel suo zaino, di 240 euro e un anello. Soldi e gioielli che avevano fatto pensare alla donna che suo figlio e la sua fidanzata fossero coinvolti nel delitto, tanto che lei gli chiedeva: «Che avete fatto alla nonna?». Secondo l’accusa l’83enne era già stata derubata di gioielli. Alcuni monili, come emerso dalle indagini, erano stati venduti a un Compro oro ad Antignano.
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