La manifestazione
Scoperto laboratorio di droga sintetica
Blitz dei carabinieri in un appartamento: quattro arresti. Producevano il pericoloso “shaboo”
PISA. Hanno seguito il consumatore e sono arrivati ai produttori. Quattro filippini, due uomini e due donne, età compresa dai 35 ai 53 anni, avevano attrezzato in un appartamento di Livorno un laboratorio artigianale in cui fabbricare una micidiale droga sintetica, lo shaboo.
Per i quattro, in regola con il permesso di soggiorno e occupati come operai, ((una delle quali pregiudicata per reati specifici, mentre gli altri tre sono incensurati) è scattato l'arresto con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Sono stati sequestrati 75 grammi del materiale confezionato in bustine per un valore che supera i 20mila euro. Del caso si occupa il sostituto procuratore di turno, Antonella Tenerani.
L'operazione, avvenuta lunedì sera, è stata illustrata dal comandante del reparto operativo, tenente colonnello Gianni Fedeli, da quello della Compagnia, maggiore Stefano Bove e dal maresciallo Stefano Panzini. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Pisa con i colleghi di Livorno Centro per la fase finale conclusa con gli arresti.
Tutto nasce dal fermo di un filippino, residente a Pisa, che da anni fa uso di shaboo. Le sue condizioni di salute sono precarie anche per la droga che assume e che sulla piazza pisana rappresenta una novità.
Solo un paio d'anni fa avevano arrestato due filippini per lo smercio di quella sostanza. Dal consumatore abituale i militari riescono a risalire al centro dello spaccio, una piccola raffineria.
Il blitz in un appartamento in piazza Grande a Livorno conferma i sospetti. In due camere da letto i carabinieri trovano varie confezioni di shaboo per almeno 75 grammi, bilancine di precisione, materiale per il confezionamento, quattro cellulari utilizzati per contattare gli acquirenti e due tablet. Una vera e propria raffineria di una sostanza stupefacente considerata tra le più dannose in circolazione.
Alla vista lo "shaboo" o "ice" nel gergo dello spaccio, si presenta come sale grosso. È una droga sintetica, del genere metanfetamine, che appare in forma di cristalli e viene assunta per inalazione o endovena, dopo averla sciolta scaldandola e portandola allo stato liquido.
L'effetto, molto lungo (6-12 ore), è una delle caratteristiche principali di queste sostanze, potenti stimolanti che aumentano la capacità di rimanere svegli ma che provocano inappetenza e sintomi gravi, come comportamenti violenti e disturbi della personalità, portando, come estrema conseguenza fisica, anche nel breve termine, a danni irreversibili alle cellule cerebrali.
Il tenente colonnello Fedeli ha sottolineato la pericolosità della droga e la forte dipendenza già dalla prima assunzione.
«Non veniva importata dalle Filippine – ha spiegato l'ufficiale –. Gli arrestati erano in grado di confezionare i cristalli utilizzando prodotti reperibili anche da noi. Un grammo può costare dai 300 ai 400 euro. Ma ne basta una porzione molto più piccola e per una dose sono sufficienti 25 euro. Gli effetti sono svariate volte superiori a quelli della cocaina».(p.b.)
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