Il dolore
Rapina e sequestro di persona al cantiere Fontani: 4 condannati
PISA. Condannati a 4 anni per rapina e sequestro di persona i quattro lituani che nel dicembre 2011 fecero irruzione in un cantiere lungo il viale D’Annunzio dove aggredirono e immobilizzarono il...
PISA. Condannati a 4 anni per rapina e sequestro di persona i quattro lituani che nel dicembre 2011 fecero irruzione in un cantiere lungo il viale D’Annunzio dove aggredirono e immobilizzarono il custode per poi fuggire con nove motori da barca per un valore di circa 100mila euro.
Per due imputati il presidente del collegio della sezione penale del Tribunale, Pietro Murano, ha pronunciato la sentenza in contumacia perché sono ancora latitanti. Si tratta di Masilius Linas e Melnikas Lytis assistiti dall’avvocato Paola Cappiello.
Sono, invece, in carcere dal marzo scorso, i connazionali Modestas Deveikis, 24 anni, difeso dall’avvocato Laura Antonelli e Tautvydas Pukenis, 23 anni.
L’episodio violento avvenne la sera del 6 dicembre 2011 ai danni del custode del cantiere Fontani in viale D'Annunzio 84. Nei mesi scorsi Deveikis venne arrestato dai carabinieri del reparto operativo e del nucleo investigativo. Lo bloccarono nell'area portuale di Civitavecchia mentre stava per risalire su una nave della Costa Crociere sulla quale si era imbarcato in Spagna per un giro nel Mediterraneo in compagnia di alcuni amici. Pukenis era stato intercettato a Trondheim (Norvegia) con un documento falso e grazie alla comparazione delle impronte digitali e delle foto segnaletiche, fu messo in cella. La rapina avvenne verso le 22,30. Un commando armato, composto da quattro persone incappucciate con il passamontagna, entrò nei Cantieri Fontani. Il custode venne bloccato, percosso e legato. Poi la banda si preoccupò di portare via i nove motori da barca. L'uomo venne ritrovato solo alle otto del mattino, alla riapertura dell'attività, da uno dei soci.
Le prime tracce. I motori rubati erano stati rinvenuti verso le 11,30 del giorno dopo a Venezia. Erano dentro un furgone, di nazionalità inglese, alla cui guida erano stati segnalati quattro giovani che avevano forzato la barriera autostradale di Mestre percorrendo la corsia riservata ai clienti Telepass, senza disporre del dispositivo. Furono denunciati per ricettazione. La svolta alle indagini con l'individuazione degli autori era arrivata con la comparazione dei rilievi fotografici eseguiti sul disegno del battistrada del furgone rinvenuto sull'asfalto e la traccia lasciata sul terreno, dalla quale è emersa la perfetta sovrapponibilità per corrispondenza, forma e dimensione. Inoltre, sempre sul furgone, furono trovati arnesi idonei allo scasso e due apparati rice-trasmittenti. Gli investigatori ritengono che siano stati utilizzati dai malviventi per tenere le conversazioni all'interno del cantiere durante la rapina.(p.b.)
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