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Pisa

emergenza abitativa a sant’ermete

Incatenati davanti a una casa

Incatenati davanti a una casa

La protesta: «Istituzioni assenti». L’assessore: «Non è vero»

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PISA. Dopo la tendopoli, le catene. L’ennesima azione per sensibilizzare sull’emergenza abitativa e sociale del quartiere di Sant’Ermete e per invitare il Comune ad assegnare i 23 appartamenti liberi è stata messa in atto ieri pomeriggio quando alcuni abitanti della zona, insieme ai militanti dello Spazio popolare occupato, si sono incatenati davanti all’entrata di una delle palazzine. Un gesto nato «dall’assenza delle istituzioni al confronto chiesto dai residenti. Da mesi - dice Andrea Giovannini, rappresentante di Spazio popolare occupato - chiediamo a Comune, Apes e Società della salute un confronto per ottenere risposte concrete a una situazione sempre più critica. In cambio, dalle istituzioni riceviamo il silenzio e l’indifferenza». L’ultimo episodio, secondo i manifestanti, nel pomeriggio di ieri. «D’accordo con l’assessore alle politiche sociali avevamo convocato una riunione a cui avrebbero dovuto partecipare anche Sds e Apes, ma nessuno si è presentato». Versione contraddetta però dall’assessore Zambito: «Non ho mai detto che avrei partecipato a questo incontro. Ho incontrato lunedì sera, in Comune, una decina di rappresentanti del quartiere, ribadendo che finché non libereranno l’appartamento recentemente occupato non avranno la nostra disponibilità al confronto». Sulle 23 abitazioni sfitte l’assessore spiega: «Stiamo discutendo diverse possibilità, ma confermo l’intenzione di arrivare a un’assegnazione degli alloggi in tempi brevi». Intanto i manifestanti denunciano come alcuni appartamenti siano stati «blindati con porte di metallo collegate a sistemi di videosorveglianza», segnalando anche «ronde di vigilanza privata». Il Comune replica spiegando «che non si tratta di porte blindate, ma delle normali porte con cui Apes chiude gli appartamenti lasciati dai proprietari che tolgono la loro porta blindata». Della vicenda si discuterà in consiglio comunale su richiesta di Una città in comune-Prc. «Si dice che non ci sono risorse per i lavori e la manutenzione - spiega il consigliere Ciccio Auletta - e poi si spendono soldi per blindare gli appartamenti e per la vigilanza privata».

Tommaso Fabiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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