Sicurezza
Il Pdl chiede aiuto all’Ue per bloccare Peretola
I consiglieri comunali Buscemi, Garzella e Bronzini scrivono alla Commissione per sapere se è giustificabile spendere 2-300 milioni per l’aeroporto fiorentino
PISA. La controversia sulla realizzazione della seconda pista all’aeroporto di Firenze approda a Bruxelles. Con una lettera firmata da Riccardo Buscemi, Giovanni Garzella e Mirella Bronzini, consiglieri comunali del Pdl, e inviata a Joaquìn Almunia, vicepresidente della commissione europea e commissario europeo alla concorrenza, e a Siim Kallas, vicepresidente della commissione europea e commissario europeo ai trasporti, il gruppo consiliare del Pdl chiede all'Unione Europea «se in tempo di crisi e di tagli, è giustificabile una spesa che si aggira tra i 200 e 300 milioni di euro per potenziare l'aeroporto di Firenze».
Con un'accurata e articolata descrizione del sistema aeroportuale toscano, i consiglieri del Pdl chiedono un parere sul progetto di realizzazione di un'infrastruttura che «costituirà un doppione di quella di Pisa distante solo 70 chilometri, non tenendo conto degli indirizzi dell'Ue che giudica in numero eccessivo gli aeroporti italiani e che punta a raddoppiare la distanza media italiana di 60 chilometri».
«Il cittadino medio toscano – si legge nella lettera -, al quale sono chiesti continui sacrifici, non può fare a meno di domandarsi a cosa serva un secondo grande aeroporto in Toscana quando ne esiste già uno a poca distanza, con un traffico passeggeri che viaggia verso i 5 milioni; perché spendere milioni di euro per fare una seconda pista a Peretola quando, con una spesa minore, potrebbe essere migliorato il collegamento ferroviario tra Pisa e Firenze; perché ignorare che la seconda pista di Peretola creerà 2.500 nuovi posti di lavoro a scapito di Pisa che ne perderà altrettanti; perché rimettere in discussione la scelta di fare di Pisa l'aeroporto principale della Toscana; come sarà possibile realizzare a Firenze l'investimento oscillante tra i 200 e 300 milioni di euro da parte di Adf (società di gestione dell'aeroporto fiorentino, ndr) che capitalizza in Borsa meno di 100 milioni di euro senza ricorrere all'intervento di denaro pubblico e se in tutta la vicenda non ci sia spreco di denaro pubblico e distorsione della concorrenza».
Secondo il Pdl, con la costruzione della seconda pista di Peretola, sarebbe a rischio anche la realizzazione del termovalorizzatore di Sesto Fiorentino «rimettendo in discussione il Piano regionale del ciclo dei rifiuti».
«Chiediamo l'intervento dell'Unione europea – concludono i consiglieri del Pdl – anche per capire se le scelte che si stanno facendo sono un linea con gli indirizzi europei».
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