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Altre polemiche sul ticket le case editrici si dividono

Altre polemiche sul ticket le case editrici si dividono

PISA. Non si placa la polemica sul biglietto d’ingresso che ha investito l’ultimo giorno del Pisa Book Festival e che ha visto l’irruzione di un gruppo di manifestanti nelle sale della fiera...

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PISA. Non si placa la polemica sul biglietto d’ingresso che ha investito l’ultimo giorno del Pisa Book Festival e che ha visto l’irruzione di un gruppo di manifestanti nelle sale della fiera libraria. Nella giornata di domenica, dopo che la calma era stata ristabilita ed era ripreso il normale calendario degli eventi, alcune case editrici avevano raggiunto la postazione riservata alla stampa locale per esprimere il loro accordo con le istanze dei manifestanti (gruppo Exploit, Collettivo Autonomo Universitario e Cobas). Lunedì è stato poi diffuso, subito ripreso dai social media, un comunicato del gruppo Exploit & c. che riportava in calce una lunga lista di altre case editrici aderenti alla protesta. «La lettura, i libri, la cultura – si legge nel comunicato - non hanno bisogno di selezionare i loro lettori. L’unica selezione possibile è quella che passa per i gusti letterari, per la molteplicità delle conoscenze, per le scelte editoriali». L’accusa è rivolta in particolare all’organizzazione del Pisa Book Festival che aveva giustificato, fra le altre argomentazioni di natura economica, l’introduzione del biglietto d’ingresso con la funzione che questo avrebbe avuto di scoraggiare chi non fosse realmente interessato ai numerosi eventi in programma. Scorrendo la lista degli oltre 50 editori citati sul fondo del comunicato e facendo un controllo a campione fra gli stessi però si scopre che non tutti condividono gli slogan suall’”autoriduzione” del biglietto (una riduzione era prevista comunque per studenti universitari). Ecco alcune testimonianze raccolte. Il Foglio Letterario: «In linea di massima sarebbe meglio non far pagare l’ingresso ma devo dire che abbiamo venduto più degli altri anni», Editrice Missionaria Italiana: «Pensavamo fosse un documento interno fra noi editori da girare all’organizzazione come consiglio per il prossimo anno, eravamo anche molto distanti dalla manifestazione dei ragazzi, non abbiamo capito neanche bene quello che è successo. Le nostre vendite sono state almeno pari allo scorso anno». Scienza Express Edizioni: «Non siamo d’accordo con i toni accesi che hanno usato. Certo abbiamo avuto un leggero calo di vendite e notato una minore partecipazione rispetto al primo giorno (il venerdì era l’unico dei tre giorni a ingresso libero, ndr) ma non possiamo muovere appunti all’organizzazione. Loro hanno fatto tutto quanto in loro potere, noi volevamo solo evidenziare che ci vorrebbe un maggiore aiuto economico da parte delle istituzioni per un evento del genere». Sono rimaste sulle loro posizioni Exorma, Matithyah, L’Orma editore, BFS edizioni e la pisana Ets. Posizioni comunque diverse e più sfumate rispetto a quelle che gli venivano attribuite nel comunicato.. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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