Il Tirreno

Pisa

Capitale europea, Siena apre a Pisa

di Giovanni Parlato
Capitale europea, Siena apre a Pisa

Il sindaco della città del Palio dopo la telefonata di Filippeschi: «Recuperata l’offerta che avevamo fatto noi all’inizio»

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PISA. Siena ha vinto il match con Pisa sulla selezione per diventare capitale europea della cultura 2019. Ne abbiamo parlato con Bruno Valentini, sindaco di Siena.

Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, le ha telefonato offrendo la sua collaborazione per fare squadra.

«Il momento topico era a luglio quando siamo venuti a Pisa a proporre una collaborazione con lo scopo di non ostacolarci a vicenda. Ma l'offerta è stata respinta. Capisco che Pisa aveva alle spalle la decisione presa dal consiglio comunale di portare avanti la candidatura della città, ma doveva avere il coraggio di dire no. Aveva avuto i finanziamenti per il Piuss e noi stavamo già lavorando da tre anni al progetto».

E, quindi, l'offerta pisana viene respinta?

«No, anzi. Diciamo che il sindaco di Pisa ha recuperato l'offerta che noi avevamo fatto fin dall'inizio. Nel senso che quando siamo venuti a parlare della candidatura di Pisa e di Siena, dopo le indicazioni abbastanza chiare da parte della Regione, fin da allora avevamo proposto di creare un progetto unitario. Per il tipo di sfida non possiamo non venire meno all'idea di una città che diventa capitale, però il secondo aspetto importante è la Toscana. E, in quest'ambito, la collaborazione con Pisa va recuperata».

E come sarà possibile?

«Il nostro progetto si muove a centri concentrici. Il primo riguarda la città di Siena e il secondo la Toscana in cui il tema dell'università è centrale».

E Pisa come si potrebbe collocare all'interno di questo progetto?

«Non si può pensare alla Toscana del XXI secolo senza dare un ruolo alle nostre università. Ciò non significa soltanto attrarre studenti e farli studiare, ma fare in modo che il sapere accumulato nelle nostre sedi universitarie si riversi nell nostro territorio sulla ricerca applicata. Quindi bisogna passare dagli atenei di Siena, Firenze e Pisa stabilendo dei rapporti con l'economia che sta intorno. Quando si parla in Regione di università si pensa a Pisa, e non si può non passare dalla Normale, dal Sant'Anna, dal Cnr».

Ma il punto critico dei giovani laureati è trovare un'occupazione.

«Bisogna consentire agli studenti universitari di costruire un'impresa. Il tema è quello dell'impresa creativa, di sperimentare le buone idee. In quest'ambito dobbiamo pensare non tanto alla Regione Toscana che sostiene Siena, ma alla Regione che diventa parte di questo progetto e punta a fare della Toscana un grande pezzetto culturale che parla dell'Europa e parla all'Europa».

E del progetto che aveva presentato Pisa, c'è qualcosa che potrebbe fare parte del vostro?

«Quello della navigazione. E qui possono recitare un ruolo importante sia Livorno col porto che Pisa col suo circuito navigabile».

C’è ancora un altro tema?

«Sì. Nel 2019 ricorre l'anniversario dei 500 anni della morte di Leonardo da Vinci. L'idea è di lavorare al concetto di divulgazione. Leonardo nel suo modo di lavorare faceva molta sperimentazione e applicava tecniche di divulgazione. Oggi il tema della divulgazione e della condivisione della scienza, attraverso le tecnologie, ha una grande potenzialità collettiva. Soprattutto se si guarda all’uso del computer. Infine, c’è la storica via Francigena».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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