Il dolore
Il mistero infinito della Gioconda
Il romanzo della pisana Vittoria Haziel su Leonardo, primo di una trilogia
PISA. Intorno a un secolare rompicapo, chi fosse davvero la mitica Gioconda dall'enigmatico sorriso, si muovono i passi di un romanzo che oscilla fra verità storiche e fiction in un viaggio-inchiesta che tiene il lettore col fiato sospeso fino alla fine. "L'amante segreta di Leonardo", uscito dalla penna di Vittoria Haziel, scrittrice pisana e giornalista che ha svolto la sua professione su vari fronti, non è che la prima opera di quella che si prefigura come una trilogia e che si svolge intorno all'opera e alla figura del genio di Vinci, di cui tanto si è scritto, ma la cui vita resta ricca di misteri ancora da decifrare. L'autrice di questo romanzo, edito da Felici e presentato nei giorni scorsi al Bastione Sangallo, dice di essere rimasta "fulminata" dall'incontro con l'autore del Cenacolo e di tante opere immortali. Esplosiva, prorompente, capace di tirar fuori mille idee in un minuto e di aprire altre mille parentesi nel discorso che sta facendo, Haziel è un fiume in piena, che parte da Vinci e approda perfino al caso Ragusa.
Perché Leonardo?
«Quando incontri qualcuno, o l'amore finisce e ti lasci, o cresci insieme a lui. E' quello che ci è successo. Io l'ho incontrato nell'88 e mi ha fulminato: sono 25 anni che ci frequentiamo e fra l'altro quest'anno ricorrono i cento anni da quando la Gioconda, sparita dal Louvre dopo un furto nel 1911, tornò alla sua sede. Ma siamo proprio sicuri che l'opera che tornò alla base e che oggi si espone al Louvre sia quella vera?».
Di certo si sa che non fu bottino di guerra, come pensava il Peruggia che la rubò sull'onda patriottica, ma che fu venduta a Francesco I, re di Francia, da Leonardo, per 4.000 scudi a condizione che se la prendesse dopo la sua morte. Insomma lo seguì tutta la vita?
«Questo è uno dei fulcri del romanzo».
E se era la sua amante segreta, chi era davvero Monna Lisa?
«Una gran dama, la madre del re di Francia, Maria Luisa, Monnalisa appunto. Monnalisa è tutto quello che vuoi vedere, basta cambiare posizione al ritratto per vedere i messaggi subliminali che nasconde. E poi è davvero seduta o non è piuttosto in piedi, magari incinta? E chi nascerà da lei? Bisogna leggere il romanzo».
Ma la storia finisce qui o c'è dell'altro? Anche perché non è questa l'unica opera che lei dedica a Leonardo.
«Questo è il primo passo di una trilogia. Il secondo romanzo si ispirerà alla sindone, titolo "In hoc signo Vinci"».
Grazioso calembour. E il legame con Leonardo?
«Perché la sindone, non è la prima volta che lo dico, secondo me è opera di Leonardo. Su quel lenzuolo c'è il suo monogramma, Ldv, sotto un piede, e altri segni in diversi punti. Io ho fatto fare una riproduzione e sono d'accordo con la parte scientifica secondo cui sarebbe frutto di bruciature: potrebbe essere stata fatta con un pirografo».
E l'atto finale?
«Si intitolerà "Gloria C" e segna il ritorno di Gesù sulla terra, in vesti femminili».
Non c'è male. "L'amante segreta" è dedicato a papa Bergoglio. Perché?
«Questo papa, ne sono certa, farà un'opera di cambiamento radicale della chiesa».
Del tipo?
«Donne sacerdoti e due revisioni storiche, del celibato per i preti e della scomunica per i divorziati».
Qualcosa di più sulle tre storie?
«Le verità di questa trilogia verranno fuori a pezzetti, anche perché in passato altre mie opere, anticipate, sono state oggetto di plagio».
Dal romanzo appare che l'aspetto leonardesco che più l’ha sedotta, oltre al mistero, sia la simbologia.
«Leonardo usava molto la simbologia e si esprimeva in un linguaggio che potevano capire solo gli eletti, gli illuminati. In un certo senso anche Gesù parla in codice, a più livelli, quando dice: "Chi vuol comprendere comprenda". Ognuno di noi, comunque, ha addosso, in faccia, dei codici da decodificare. Anche quella signora che tutti cercano,Roberta Ragusa…».
È cosa ci dice questa mamma sparita da due anni?
«Ad esempio dov'è».
E dove sarebbe?
«Occhi blu di ghiaccio, innamorata, tradita, sparisce all'inizio per incastrare il marito e la sua amante, trovando riparo in un porto che riteneva sicuro, ma dove, in un incidente inaspettato, avrebbe perso la vita e potrebbe essere stata nascosta in un cimitero...».
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