Il Tirreno

Pisa

Book Festival boom anche col biglietto De Giovanni record

di Luca Lunedì
Book Festival boom anche col biglietto De Giovanni record

Molto seguita anche la presentazione del libro di Scavo sui salvati da Papa Bergoglio durante gli anni della dittatura

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PISA. Il Pisa Book Festival va, anche con l’ingresso a pagamento. È stata una giornata intensa, sotto ogni punto di vista, quella conclusiva. È ancora presto per avere i numeri (i dati ufficiali di ingressi e vendite saranno noti in settimana) ma già una prima valutazione si può fare. Ed è positiva. In tutti e tre i giorni della fiera libraria l’affluenza si è mantenuta alta e, com’era prevedibile, in crescendo verso la sera. Ancora ieri, a poche ore dalla chiusura si registrava una sostanziosa coda davanti al botteghino. Non erano pochi i timori alla vigilia sull’effetto che avrebbe avuto nella giornata di domenica, quella tradizionalmente più affollata e quindi quella sulla quale puntavano maggiormente gli espositori, l’introduzione del biglietto a pagamento. Timori, a quanto si è potuto osservare, vanificati dalla grande risposta di pubblico.

La protesta. La giornata di chiusura è cominciata sotto i migliori auspici ma nella tarda mattinata l’irruzione di alcuni manifestanti ha agitato le acque ma con la mediazione dell’assessore Dario Danti il festival è potuto riprendere abbastanza in fretta. Quattro case editrici (sulle 150 presenti) si sono allineate alle ragioni della protesta sostenendo un calo delle vendite del 50%.

La risposta dell’organizzazione. Lucia Della Porta, direttrice del Pisa Book Festival ha commentato poco dopo: «Le presenze non sono state sicuramente inferiori agli anni scorsi e per la prima volta chiederemo agli editori di sapere esattamente quanto hanno venduto per fare un bilancio certo. Il biglietto ha selezionato il pubblico più motivato e il festival è sempre in crescita tanto che la maggior parte degli editori, ha già confermato la partecipazione alla prossima edizione. In merito alle accuse di poche case editrici, posso solo dire che bisognerebbe chiederci come mai non l’abbiamo introdotto prima. Il biglietto d’ingresso ce lo hanno chiesto gli editori stessi ed è un modo per riconoscere il lavoro degli editori e dell’organizzazione». Da aggiungere che quest’anno sono stati anche ridotti i finanziamenti al Book Festival che si è avvalsa solo dei contributi di Comune e Fondazione Pisa (negli anni scorsi partecipava anche la Provincia). Barbara Mori, segretaria organizzativa: «Sono stata spostata di peso e ho perso di vista mio figlio. Ogni forma di protesta è legittima ma questa è stata offensiva: prima di parlare dovrebbero informarsi per sapere quanto lavoro e quanta passione c’è dietro il Pisa Book Festival».

La giornata. Il momento che ha visto la maggiore affluenza di pubblico è stata la presentazione in anteprima nazionale del nuovo romanzo di Maurizio De Giovanni “Buio per i bastardi di Pizzofalcone”. Un romanzo che non vede come protagonista il commissario Ricciardi: «Presto tornerà in scena –commenta De Giovanni - manca molto anche a me ma era giusto dare spazio a questa seconda serie che offre una possibilità di redenzione al gruppo dei Bastardi, un gruppo disfunzionale ma efficace, come spesso succede nel nostro paese». In contemporanea Nello Scavo, giornalista dell’Avvenire, presentava “La lista Bergoglio” raccontando, con l’intervento di Paolo Toccafondi, caposervizio del Tirreno, l’incredibile storia di come l’attuale Papa Francesco abbia aiutato decine di persone a sfuggire alla dittatura argentina. In mattinata invece Candida Virgone aveva introdotto “La ballata di Corinna” dell’autrice recentemente scomparsa Lucia Genega, con l’intervento in sala di Beppino Englaro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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