Finanza
Occupato l’ex Centro per l’impiego
Studenti e antagonisti manifestano insieme contro l’abbandono degli immobili pubblici
PISA. Si è conclusa con l’occupazione dell’ex sede del Centro per l'impiego in via Nenni, la manifestazione che ieri ha visto protagonisti tra 200 e 300 studenti medi, universitari, famiglie sotto sfratto e antagonisti. Al termine di un corteo che ha attraversato pacificamente le vie del centro, i manifestanti sono infatti entrati nell’edificio di proprietà della Provincia dove sono rimasti fino a ieri sera. «Quello di oggi è solo un gesto simbolico – spiegano i manifestanti - che vuole far riflettere sulla gestione del patrimonio pubblico nella nostra città. Per questo edificio non abbiamo nemmeno una richiesta precisa sulla destinazione d’uso, ma rappresenta, come molti altri immobili della città, l’ennesimo luogo pubblico inutilizzato e abbandonato a se stesso invece di essere destinato alla collettività».
Se a livello nazionale la mobilitazione di ieri aveva come protagonisti soprattutto gli studenti che protestavano contro la Legge di Stabilità, a Pisa ha visto la partecipazione di diverse realtà cittadine, ognuna portatrice delle proprie istanze ma accomunate dalla richiesta di «una nuova gestione del patrimonio pubblico che risponda ai bisogni della cittadinanza».
L’agitazione ha preso il via intorno alle 9,30 in piazza Sant’Antonio con il concentramento degli studenti medi, i quali hanno dato vita a due azioni simboliche. La prima alla sede della Cpt dove hanno affisso uno striscione per denunciare i disservizi del trasporto pubblico. La seconda al palazzo della Provincia per evidenziare «la grave situazione dell’edilizia scolastica».
Gli studenti medi hanno poi proseguito attraversando corso Italia e riunendosi, sotto al Comune, con gli studenti universitari ed altri movimenti cittadini. Il corteo a questo punto si è diretto compatto verso Santa Croce in Fossabanda attraversando ponte di Mezzo, lungarno Mediceo e via del Borghetto. Davanti alla prefettura è stato affisso un altro striscione per contestare «le politiche di austerità del governo» e «il piano di dismissioni del patrimonio pubblico per 500 milioni di euro, contenuto nella Legge di Stabilità». Una volta raggiunto l’ex convento, il corteo avrebbe dovuto fermarsi, invece si è diretto verso l’ex Centro per l’impiego di via Nenni occupando il palazzo e stendendo uno striscione con su scritto “Riprendiamoci il patrimonio pubblico”.
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