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Capitale europea della cultura: Pisa e Grosseto bocciate, in finale c’è Siena

Capitale europea della cultura: Pisa e Grosseto bocciate, in finale c’è Siena

Le altre città che entrano in finale sono Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi e Ravenna. Il verdetto è arrivato dalla giuria presieduta da Steve Green. Il sindaco Filippeschi: faremo squadra con i senesi. Amarezza in Maremma

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Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena sono le sei candidate italiane per Capitale Europea della Cultura 2019, scelte dalla giuria europea, presieduta da Steve Green. Lo annuncia il ministero dei beni culturali e del turismo. Dunque, Pisa e Grosseto, le altre due candidate toscane, sono state bocciate.

La giuria, che tornerà a riunirsi nell'ultimo trimestre del 2014, presieduta da Steve Green e composta da membri italiani e stranieri, scelti e concordati con la Commissione Europea - si legge in una nota - «al termine delle audizioni, quale momento conclusivo della valutazione intrapresa dopo il 20 settembre 2013, data ultima di consegna dei dossier di candidatura, ha annunciato la redazione di un testo di preselezione delle città che concorreranno all'ultima fase dell'Azione comunitaria Capitale Europea della Cultura».

La candidatura di Pisa era stata oggetto di polemica con il governatore della Toscana, Enrico Rossi, accusato di sostenere Siena.

Il commento del sindaco Filippeschi.  "In bocca al lupo a Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena, soprattutto a Siena". Sceglie il fair play, in una nota, il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, per commentare l'esclusione dalla rosa di città italiane candidate al titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019. Il primo cittadino pisano fa sapere anche di avere già "telefonato al suo collega senese Bruno Valentini facendogli i complimenti e dichiarando l'intenzione di Pisa di collaborare per fare gioco di squadra a favore della Toscana".


"Pisa non ce l'ha fatta - sottolinea la nota  - ma ha comunque fatto progetti importanti per la città. Le 80 pagine di risposte al formulario che la giuria europea ha analizzato, e su cui si è basata per le domande fatte nell'audizione avuta mercoledì scorso al ministero, restano un fondamentale punto di riferimento per fare cultura nei prossimi anni".

Sono 31 i progetti pisani che, secondo il Comune, "anche la stessa giuria ha valutato come importanti culturalmente e sostenibili sotto il profilo finanziario, grazie alle risorse locali, regionali ed europee già ottenute e messe in campo".

"Per le 20 città che non verranno accolte alla fine del percorso di selezione - conclude l'amministrazione pisana - ci sarà comunque un'iniziativa del ministero della Cultura a disposizione. Dobbiamo cogliere questa opportunità appieno".

Le reazioni del Pdl. Giovanni Garzella, capogruppo del Pdl in consiglio comunale, attacca: "Per la cultura la maggioranza di centrosinistra ha fallito. Se è merito aver vinto il vecchio Piuss, è demerito aver perso l'occasione fornita da Pisa Capitale Europea della Cultura.D'altronde, quando un esponente di rilievo del Pd (chiaro riferimento a Enrico Rossi, ndr) sostiene un'altra provincia, questi sono i risultati. Nella Prima Repubblica l'assessore comunale alla Cultura si sarebbe dimesso. Va convocato subito un consiglio".

Amarezza a Grosseto. Nel capoluogo maremmano la candidatura a capitale europea della cultura è stata avanzata _ caso unico tra le ventuno città ammesse alla preselezione _ esclusivamente da privati, gli artisti Maurizio Cont e Gianmarco Serra, senza l'appoggio delle istituzioni. Il sindaco Emilio Bonifazi, l'assessore alla cultura Giovanna Stellini e il presidente della Provincia Leonardo Marras, alla notizia della candidatura dichiararono di voler comunque sostenere Siena. A fare il tifo per Grosseto e la Maremma sono state associazioni culturali, camera di commercio, esponenti del mondo culturale e, soprattutto, quattrocento imprenditori. "All'audizione eravamo gli unici a non essere accompagnati dal sindaco _ spiega Cont _ ed era prevedibile che non saremmo passati. Ringrazio comunque la commissione che si è dimostrata molto interessata alla nostra proposta, a differenza dei politici locali. Il nostro progetto va comunque avanti".

 


 

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