Sicurezza
Cittadino si autodenuncia «La Tares? Un rompicapo»
La protesta di alcuni utenti in Valgraziosa: «Scadenze difficili da capire e nessuna spiegazione arrivata dall’amministrazione né dalla Geofor»
CALCI. Tares, un problema per il portafoglio già messo a dura prova dalle tante tasse.
Questo tributo, per le modalità in cui deve essere pagato, per qualcuno costituisce un rompicapo. Da qui la reiterata protesta di numerosi utenti. La Valle Graziosa non sembra avere il primato in questo senso in quanto il fenomeno riguarda altre località del lungomonte pisano.
Un cittadino addirittura si è autodenunciato dopo essersi accorto di avere sbagliato nel pagare la prima rata. Non è stato l’unico perché, in effetti le forme richieste di versamento possono ingenerare una certa confusione, come segnalato su queste colonne poche settimane fa dalla Federconsumatori Pisa.
Dice Paolo Lazzerini, che pubblicamente ammette di essere incorso in errore: «Non credo di essere uno sprovveduto. È piuttosto la macchinosità del sistema, specie quello applicato dal Comune di Calci, a tre aree un vero e proprio caos. Atre persone, dopo aver sborsato soldi, vivono con l’ansia per non aver rispettato la farraginosa procedura richiesta».
Spiega Lazzerini: «Sono a conoscenza di parecchi altri casi analoghi. Io personalmente adesso ho deciso di autodenunciarmi. Senza vergogna, pubblicamente confesso l’errore commesso ma visto che, alla prima scadenza prevista lo scorso 31 ottobre ho pagato utilizzando il modello relativo alla seconda rata voglio vedere quale sanzione avranno il coraggio di infliggermi».
E aggiunge: «Nessuna spiegazione è stata fornita né dall’amministrazione, né da Geofor. Bastava andare agli sportelli: si effettuavano i pagamenti per vedere e toccare con mano la situazione. Immaginatevi cosa significhi pagare una nuova tassa, con un altro nome, che è stata divisa in quattro scadenze su due avvisi diversi (tre scadenze nel primo avviso, una scadenza nel secondo avviso), chi andava o andrà pagata non più con bollettini Mav, ma con un nuovo modulo chiamato F24 e che ogni modulo, nonostante l’importo uguale ha nel suo interno una numerazione diversa e difficilmente comprensibile (1/03, 2/03, 3/03 e infine 1/01). Nessuna data e nessun riferimento preciso è stato utilizzato per rendere comprensibile tutto ciò».
Infine la valutazione di un altro utente, Roberto Lupetti: «La Tares è discutibile così come è stata ideata e messa in pratica».
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