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Sparò durante una rissa latitante finisce in cella

Sparò durante una rissa latitante finisce in cella

PISA. Lo accusano di aver sparato con una pistola durante una rissa in piazza Cairoli nel novembre 2012. Dopo averlo fermato a Madonna dell’Acqua, in stato di ebbrezza, i carabinieri di San Giuliano...

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PISA. Lo accusano di aver sparato con una pistola durante una rissa in piazza Cairoli nel novembre 2012.

Dopo averlo fermato a Madonna dell’Acqua, in stato di ebbrezza, i carabinieri di San Giuliano Terme e del nucleo operativo e radiomobile lo hanno arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip e chiesta dal sostituto procuratore, Sisto Restuccia.

L’aveva fatta franca subito dopo l’episodio in centro, un 29enne, albanese senza fissa dimora, latitante da giugno. All’epoca venne fermato e subito rimesso in libertà. Alle 5 del 4 novembre 2012 i carabinieri erano intervenuti dopo la segnalazione di alcuni colpi di arma da fuoco. I due militari in servizio avevano trovato una guardia giurata in difficoltà, che tentava di portare alla ragione un cittadino albanese ferito vistosamente alla testa, il 29enne, e altri immigrati che litigavano tra di loro. Alla vista dell’equipaggio, buona parte dei duellanti che avevano preso parte alla rissa si era dileguata, mentre i carabinieri avevano dato aiuto alla guardia giurata per poi bloccare due tunisini, di cui uno armato di pistola risultata di fabbricazione russa e introdotta clandestinamente in Italia. Per terra c’era anche il caricatore dell’arma con sei colpi inesplosi. I due tunisini vennero arrestati per rissa e detenzione in luogo pubblico di arma clandestina sequestrata. Un terzo maghrebino, minorenne, fu denunciato per rissa aggravata. Ma mentre uno dei due arrestati, il tunisino trovato in possesso dell’arma veniva portato in carcere, per l’albanese non furono preso provvedimenti. Le indagini dirette dal sostituto procuratore Restuccia hanno permesso di chiarire la reale posizione dell’albanese. Per gli investigatori era lui ad aver impugnato la pistola e sparare durante la rissa con i tunisini. L’arma era finita nelle mani del tunisino nel corso del parapiglia. E così dal giugno scorso pendeva sul suo capo un ordine di arresto. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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