Il Tirreno

Pisa

Le separazioni sono in aumento stabile il numero dei divorzi

Crescono del 34 per cento i percorsi conflittuali, quasi sempre in presenza di figli minorenni A fare ricorso sono soprattutto le donne di età assai inferiore rispetto a quella del coniuge

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PISA. Giovanni e Michela hanno deciso nel corso del 2012 di separarsi. Lo hanno fatto di comune accordo, prendendo atto di un rapporto logorato. Oltre al tribunale si sono rivolti a un mediatore familiare: vista la presenza di due figli di 8 e 10 anni, Giovanni e Michela (nomi di fantasia) hanno pensato fosse utile un sostegno esterno per trovare un nuovo equilibrio, soprattutto verso i figli. Il tribunale ha suggerito la mediazione e l’avvocato ha consigliato Michela di attivare questo percorso. Giovanni era d’accordo e così la scelta dell’affido condiviso è stata naturale. I figli sono stati accompagnati in questo percorso di separazione limando il più possibile gli spigoli di un trauma familiare. Abitano dalla madre, nella casa che era la loro prima della separazione. Il padre va a prenderli a scuola nel pomeriggio e li porta l’uno in piscina, l’altra a danza. Entrambi si fanno carico dei bisogni materiali e affettivi dei figli.

L’incontro. In questa vicenda il ruolo del mediatore è stato essenziale: è riuscito a far allargare la visuale del conflitto. «Si può smettere di essere marito e moglie, ma non si può smettere di essere genitori», dice Laura Riccio, mediatrice familiare del centro ConMe di Pisa. Di casi come quello di Giovanni e Michela e degli strumenti a favore della mediazione familiare, si discuterà in un convegno organizzato dall’Aimef (Associazione Italiana Mediatori Familiari) giovedì prossimo nella sede dell’Estav a Ospedaletto. Per mediazione familiare si intende “un processo collaborativo di riduzione del conflitto” in cui le coppie il cui rapporto è finito o sta finendo sono assistite da un soggetto terzo imparziale (il mediatore): in caso positivo viene firmato un accordo che fungerà da guida.

I numeri. Ma non sempre va in questo modo. Se il numero dei divorzi è stabile, nel territorio di competenza del tribunale di Pisa le separazioni sono in aumento del 6%. Inoltre crescono del 34% separazioni giudiziali e divorzi contenziosi, ovvero le due situazioni che discendono da un mancato accordo. Secondo le cifre fornite dal centri ConMe, lo scorso anno ci sono state 650 separazioni, di cui 514 consensuali (79% del totale) e 136 giudiziali (21%). Nel 2011 le separazioni erano state 612, di cui 514 (84%) consensuali e 98 giudiziali (16%). L’incremento totale è stato quindi del 6%, dovuto all’aumento delle giudiziali (+38 casi, pari al +39%). Riguardo ai divorzi, nel 2012 - su un totale di 422 coppie - 323 sono stati quelli congiunti (77%) e 99 i contenziosi (23%). Nel 2011 i divorzi erano stati 420: 343 congiunti (82%) e 77 giudiziali (18%).

I motivi. Sia separazioni giudiziali che divorzi contenziosi sono quindi aumentati. Alla base ci possono essere più fattori, tra i quali la crisi economica. «Comunemente si sente affermare che la crisi avrebbe fatto diminuire separazioni e divorzi per risparmiare sulle spese legali - dice Laura Riccio - e invece, molto spesso, in una situazione economica complicata è più facile andare verso una risoluzione conflittuale del matrimonio, quasi che questa venga a rappresentare un’occasione di riscatto». L’andamento 2012 rivela come molte separazioni e divorzi conflittuali si siano verificati dopo un matrimonio di breve durata (uno o due anni), in alcuni casi con la moglie la compagna in stato di gravidanza avanzata. Inoltre, quantomeno a Pisa si è registrato, dicono da ConMe, un aumento dei conflitti in cui è forte la differenza di età tra i coniugi: spesso la donna è di gran lunga più giovane ed è lei la ricorrente in giudizio. Da sottolineare che nel 95% dei casi di separazione giudiziale o divorzio contenzioso si ha la presenza di figli minorenni. «Proprio la cura dei figli è uno degli elementi che più può scatenare il conflitto - spiega la mediatrice familiare - e molto spesso sono anche usati come “arma” tra i coniugi».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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