Il Tirreno

Pisa

in appello prese 16 anni e ora c’è la CASSAZIONE

«La pena ritorni a trent’anni»

La richiesta della mamma della giovane uccisa da Simone Baroncini

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PISA. «Voglio che la pena per l'uomo che ha ucciso mia figlia torni a 30 anni. Dopo la riduzione in appello, il filo di speranza resiste. Confido nella Cassazione».

Lo dice Maria Grazia Forlì, madre di Vanessa Simonini, uccisa a 20 anni nel dicembre 2009 a Gallicano (Lucca), per aver rifiutato le avances dell'amico Simone Baroncini, di Pisa, operaio di 38 anni,

Da 30 a 16 anni. In primo grado, con rito abbreviato, Baroncini venne condannato a 30 anni; la pena venne ridotta in appello e portata a 16 anni. L'udienza in Cassazione è fissata per venerdì.

La sera del 7 dicembre 2009 Baroncini uccise Vanessa mentre erano in auto dopo che era andato a prenderla per portarla ad una festa con altri amici.

Il 38enne la strangolò, dopo l'ennesimo rifiuto di lei, che lo considerava solo un amico.

«Lui dice di essere pentito – racconta Maria Grazia Forli – ma non lo dimostra. I suoi genitori non si sono mai fatti sentire. Perdonarlo? Prima mi dimostri che è pentito, poi sconti i 30 anni e dopo, forse, potrò pensare se perdonarlo. Perché perdono non significa condono».

La Cassazione. Il pronunciamento della Suprema Corte è atteso dalla mamma della ragazza, Maria Grazia Forlì che non ha mai spesso di lottare per la revisione della pena. Assistita dall'avvocato Tiziana Bertani e suffragata dall'appoggio del Procuratore generale la donna si attende che i giudici della Cassazione modifichino il verdetto della Corte d'Appello inasprendo la pena per l'assassino portandola da 16 a 30 anni.

Attenuanti generiche. La partita si gioca tutta sull'annullamento delle attenuanti generiche concesse all'operaio pisano e che, sostanzialmente, hanno fatto da contraltare con i futili motivi contestati dalla pubblica accusa visto che l'omicida confessò di aver agito perché la ragazza lo rifiutava. Il riconoscimento delle generiche in Appello - dopo che in primo grado Baroncini accettò il rito abbreviato ottenendo subito lo sconto di pena (dall'ergastolo previsto dal codice penale ai 30 anni di reclusione) - è l'elemento dirimente su cui dovrà pronunciarsi la Cassazione. Possono essere riconosciute le generiche (l'operaio era incensurato e aveva confessato quasi subito collaborando con gli inquirenti) a una persona che ha ucciso senza pietà una ragazzina?

La decisione. La Cassazione ha di fronte due strade: confermare la sentenza d'Appello oppure riformarla annullandola con rinvio a un'altra sezione della Corte d'Appello che dovrà emettere una nuova sentenza apportando le modifiche tecniche stabilite dalla Suprema Corte. E la difesa spera che riguardino proprio le generiche per ripristinare, nelle speranze della famiglia della vittima, quella pena che non faccia dire alla mamma di Vanessa: «Me l'hanno ammazzata una seconda volta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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