Il dolore
Il cuoio e i mobili tengono a galla l’export pisano
Vendite all’estero salite dello 0,2% nel secondo trimestre Boom verso l’Oceania (+72,1%) grazie alla nautica
PISA. Ancora segnali incoraggianti sul fronte delle esportazioni pisane. Il secondo trimestre 2013 si chiude infatti con un +0,2% rispetto al medesimo periodo del 2012, il tutto mentre l’Italia (-0,1%) continua a perdere terreno. Le vendite all’estero, secondo la consueta analisi condotta dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa utilizzando i dati Istat, superano nel trimestre i 761 milioni di euro di controvalore, grazie alle buone performance di due settori tradizionali del nostro territorio come la concia ed i mobili ed il sostegno offerto da Germania e Cina. Anche allungando l’analisi ai primi sei mesi dell’anno non si colgono particolari differenze rispetto al dato trimestrale con Pisa (+0,2%) in posizione relativamente migliore rispetto all’Italia (-0,4%) e, soprattutto, alla Toscana (-1,9%).
Esportazioni. In testa al gruppo di settori che tengono sopra la linea di galleggiamento l’export pisano troviamo le pelli che grazie alla domanda cinese mettono a segno crescite consistenti nel cuoio lavorato (+3,0%) e nel grezzo (+37,6%). Flessioni vengono invece dal resto del sistema moda con calzature e abbigliamento che perdono, rispettivamente, il -0,3% ed il -3,8%.
Ancora un segno meno, invece, per uno dei settori di punta della provincia come i cicli e motocicli (-5,9%): un comparto che pur evidenziando una crescita vivace in Nord america soffre del netto rimensionamento avvenuto in Europa.
Male anche la meccanica che, nel complesso, lascia sul terreno il 6,6%. All’interno della filiera edile a fronte della contrazione delle esportazioni di vetro (-16,4%) i mobili, grazie alla spinta proveniente dalla Russia, segnano un +20,8%.
Bene, invece, le bevande che grazie alle performance ottenute nei paesi anglosassoni segnano un +9,4%.
A livello territoriale, mentre il Vecchio continente arretra (-4,3%) gli altri avanzano: Asia (+3,6%), America (+0,3%), Africa (+15,0%) e Oceania (+72,1%). Pesa, nel caso dell’Oceania, l’exploit segnato da un settore caratterizzato da picchi particolarmente rilevanti come la cantieristica.
Quanto ai paesi di destinazione il quadro risulta piuttosto frastagliato. Tra tutti spiccano soprattutto la Germania (+1,8%), che rimane il primo paese di destinazione con quasi il 14,5% dell’export totale, ed il gigante cinese (+26,4%). In flessione, invece, la Francia (-5,8%), la Spagna (-14,6%) e anche gli Stati Uniti (-1,9%). In Europa aumentano soprattutto le esportazioni dirette in Turchia (+64,9%) mentre l’Austria ed i Paesi Bassi segnano un netto calo (-6,6% e -5,9%, rispettivamente).
Importazioni. Mentre a livello nazionale e regionale la flessione delle importazioni continua ad essere pesante, rispettivamente -6,5% e -9,0%, a livello provinciale il recupero si sta facendo più intenso. Le importazioni pisane segnalano un netto recupero +9,9%. Tra i principali settori d’importazione della provincia di Pisa, la filiera del cuoio continua a farla da padrona con tassi di sviluppo consistenti tanto per il grezzo (+12,4%) che per il lavorato (+30,0%). L’ipotesi che si tratti di un aumento dei prezzi più che delle quantità, frutto delle crescenti difficoltà di approvvigionamento segnalate dagli operatori a causa di barriere non tariffarie all’esportazione da parte dei paesi di provenienza, sembra essere plausibile.
Se l’aumento del valore dell’import di pellame sembra legato alla dinamica dei prezzi, la crescita dei prodotti chimici (+19,0% la chimica di base, +21,8% gli altri prodotti chimici), della gomma (+5,6%), degli articoli in materie plastiche (+12,3%), del legno tagliato e piallato (+21,6%) e dei metalli di base (+22,8%), considerando l’andamento cedente delle quotazioni internazionali, potrebbe invece preludere ad una ripartenza del ciclo industriale.
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