Finanza
Fontanelli: alla Camera risparmi per 60 milioni
Il deputato del Pd replica al professor Perotti della Bocconi che nega il contenimento dei costi
PISA. Nuova puntata nella polemica tra il professor Roberto Perotti e l’onorevole pisano Paolo Fontanelli, Pd, questore della Camera dei deputati, sui costi della politica. Ed è la risposta di quest’ultimo al docente della Bocconi.
«Dispiace che il professor Roberto Perotti interpreti le mie considerazioni sul suo articolo come un attacco alla propria credibilità. Nelle parole che ho pronunciato non c’è affatto un attacco personale, ma semmai rispetto per una posizione che non mi sembra corretta ma che propongo di confrontare in modo aperto. Il punto di partenza è l’articolo del professor Perotti in cui definisce il bilancio della Camera truccato e non veritiero perché, secondo lui, non c’è alcun risparmio per i contribuenti. Ho obiettato, come ha fatto anche l’amministrazione della Camera, che non era e non è vero. Il risparmio per i cittadini c’è in modo indiscutibile».
«Certo – sottolinea Fontanelli – si può dire che è poco, che bisogna fare di più, lo abbiamo detto anche nella relazione, ma non che non ci sia. La riduzione della dotazione di 50 milioni, decisa dalla Camera, per il 2013 e anche per il 2014-2015 e 2016, è un fatto concreto, riscontrabile nel bilancio dello Stato. Nel 2012 è stato di 992.800.000 euro e nel 2013 è di 943.160.000 euro. È la prima volta dal 1960 che diminuisce la dotazione».
«Altre voci di entrate che vengono dallo Stato, come i rimborsi elettorali ai partiti – spiega il deputato – sono semplici partite di giro regolate per legge. È evidente che una riduzione della dotazione comporta dunque un lavoro di ridefinizione e di contenimento della spesa. Va inoltre ricordato che sulle economie del 2012 abbiamo deliberato la restituzione allo Stato di 10 milioni. Per questo abbiamo parlato di un risparmio di 60 milioni. Certo, non ci sfuggono i problemi connessi alla rigidità di un bilancio fortemente condizionato dalla spesa per indennità, stipendi e pensioni. E sono soprattutto i trattamenti pensionistici la voce che tende a crescere, mentre è evidente il contenimento nelle voci che riguardano le indennità dei deputati, il personale e l’acquisto di beni e servizi».
«Infine – conclude Fontanelli – non capisco proprio il senso del titolo della replica di Perotti, il “Si rassegni, lei guadagna troppo”. Che c’entra? Nessuno ha mai detto che i parlamentari “guadagnano” poco, e nemmeno che la Camera costa poco. Semmai abbiamo detto che, se si considerano oltre le indennità e i rimborsi anche i servizi di cui sono dotati i parlamentari per svolgere la propria funzione, i costi italiani sono inferiori a quelli della Francia, della Germania e della Gran Bretagna. Al contrario, invece, sono i costi complessivi del nostro Parlamento, Camera e Senato, che sono superiori a quelli degli altri grandi Paesi europei. E ciò merita una riflessione».
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“POLTRONE PISANE”
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