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I segreti di un film diventato cult

I segreti di un film diventato cult

Videoclip e backstage, ecco tutti gli aneddoti del “Mundial dimenticato”

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PISA. Della serie: le avventure di una troupe allo sbaraglio. Ovvero, una serie di pillole video che raccontano i retroscena, gli aneddoti e gli imprevisti delle riprese de “Il Mundial dimenticato”, lungometraggio di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, già presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2011 e pluripremiato in Italia e all'estero. Il film è stato riproposto ieri al Lanteri in una proiezione arricchita dai contenuti speciali. Quasi un film dopo il film, per entrare ancora più a fondo nei segreti di un finto documentario «che ha l'ambiguità nel suo dna», spiega Garzella. Il “mondiale dimenticato” del titolo è il campionato di calcio del 1942 in Patagonia, ufficialmente mai disputato a causa della Seconda guerra mondiale. A dare il via alla narrazione il ritrovamento di una macchina da presa che potrebbe aver ripreso gli ultimi istanti della presunta finalissima. Da qui l'inizio di un'epopea adatta a un pubblico trasversale che oltre al calcio racconta l'emigrazione in Patagonia e un avvincente quadrilatero amoroso, in una ricostruzione di match, sfide e calci di rigore talmente realistica da aver generato qualche fraintendimento. «Alcuni esperti, produttori e giornalisti hanno creduto che il nostro documentario fosse autentico – racconta Garzella – In Bolivia e in Perù le agenzie di stampa hanno perfino scritto che era uno scandalo che la Fifa avesse insabbiato il mondiale. Abbiamo dovuto spiegare che è tutta una messinscena». Girato in Patagonia, a Buenos Aires e in Germania (una scena anche a Peccioli, quella del finto terzino della nazionale italiana del '42), il film ha visto il suo battesimo a partire da un racconto del giornalista argentino Osvaldo Soriano e da un primo viaggio nella Terra del Fuoco nel 2006. Non sono mancate le disavventure, come quella volta che l'intera troupe rimase senza soldi sulle Ande. Gli aneddoti sono raccontati in una dozzina di clip video. «Un esempio? La scomparsa del coproduttore argentino il giorno prima dell'ultima scena, oppure l'incidente capitato proprio all'ultimo ciak», dice Garzella. Mostrate anche le clip della campagna virale del 2011, con Buffon, Baggio e Caressa che parlano di questo misterioso mondiale di Patagonia. Che è avvenuto veramente? Garzella scoppia a ridere: «Forse no, ma io ci credo».

Lucia Maffei

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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